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L'ULTIMA SIGARETTA DI RAVEL

Porgeva la caviglia
il piede magro
le cosce

Tutta

Parea dicesse
proibiti gesti

Testa
collo
bocca

Fremeva

Il corpo bruno
dal bianco lenzuolo
avvolto

Ma poco

Attendeva

UN FILO D'ARIA

Severo

Un cenno m'intende

E l'arco scivola
s'alza
punge la luna
quasi

Era una vita
si dice

Le vetrate del Florian
San Marco
tutta
ascoltano
sino al Correr

Venezia di notte

Procuratie e Campanili

QUEL CHE SARA' SARA'

Confuso
eccitato

Sfinito

Per terra

Striscioni colorati
candele profumate
chitarre
appoggiate su sedie vuote

Cortiletto bianco
andaluso

Garcia Lorca
e SMILE
sono usciti assieme
sottobraccio

FIORI PER TOSCA

E se tu non fossi così piccino
ti consegnerei un sacchetto
coi miei desideri
le mie sconfitte

Giochi a palla
e vinci sempre

Verranno anni
giorni

Ricorderai

Come Pandora
i nodi scioglierai

PRIMA DI NOTTE

Vicino la finestra
leggevamo Caproni

Credevo ascoltassi

Con me odorassi
l'acido profumo
del porto di Ancona

Quasi vedevo i bianchi merletti
le camicette orlate
che zia Lina portava
con imperiale eleganza

DUE SOLDI DI SPERANZA

Anna Menichetti

Voce unica
sorridente
soffia musica e poesia
in RadioTre
Legge
conosce
partecipa
Sente
capisce
emozioni e colori

Dietro
l'immaginario raggio di sole
lancia inviti

Tutto nella nostra mente

CANZONETTA

E' ancora buio
fuori

Mi lavo
ascolto la radio
piano
Che strano
chiudo l'acqua
per meglio sentire

Una vecchia canzone di Endrigo

Raccontava di un treno
venuto dal Sud
C'era una donna di nome Maria

PATRIE LONTANE

Ho trovato nascosta
stamattina
una piccola
umile casa

Sotto un mucchio di foglie
sulla collina

Lontano
pare
lo spicchio di mura Atestine

C'è nell'aria
sapore d'autunno
qualche castagna

ALL'IMPROVVISO

E' durato tutto così poco

Pochissimo

Umile
discreto
raccontavi della Fabbrica

Violenza
sacrifici
lotte
sconfitte

Sulla tua bocca
ho letto
morale di vita

Parlavi corretto
serio

NOTTE

Vaga la mente
oltre il balcone

Un bianco fumo
scivola
indeciso

Si accende
si spegne
la sigaretta immaginata

Depressione
mutismo
rancore
solitudine

Appena si scorge
una sagoma scura

LA CHIAVE PERDUTA

Vuoti la sera
i giardini dei bambini

Cercavo svanito

Cercavo

La bici trascinata
a mano
sul marciapiedi

La gente si scansava

Pozzi
secchi
vuoti

L'acqua in cielo
come una cappa

SEMBRAVA DOVESSI ANDARE LONTANO

Senza avvertire alcuno
mi vesto

Al buio

Pensieri legati ai capelli

Giorni fa si è festeggiato il 30°
di "Prima Pagina"

All'appello mancava qualcuno

E'stato un abbraccio generale
ricordi

LA RAGAZZA DEL FIUME

Spianato in più punti
l'argine del Misa
offriva varie piste
per ballare

Una tromba
qualche fisarmonica

Merende
bottiglie di vino

Tutti ridevano forte
masticavano a bocca aperta

La tanta polvere

LA STAZIONE DI CALALZO

Senza biglietto

Tradotta vuota
viaggio al buio

Fuori
solo pioggia

Un vagone
tirato da vecchia locomotiva
su binari coperti d'erba

Sassi sporchi di ruggine

Gelata l'acqua del Dnieper

FIOCA LUCE

A schermo spento

Ronzano sopra i piatti
le parole

Non so come
perchè

Parla di soldi
fine mese

Rompe il mutismo
grida la parola
soldi

Che gelo
mi si chiude lo stomaco

CON LA MOTO CHE MAMMA VOLEVA

Arriverà domani
il massimo il giorno dopo

E allora partirò

Correrò senza paura
sino alle Colline
sempre sfiorate

Quando andavo a Senigallia

Il Castello di Cagliostro
Le mura di Gradara

VOGLIA DI ANDARE

A Parigi
od anche
Vladivostok

Lontano

Da solo

Vedrò cavalli pieni di mosche
all'orizzonte
nel deserto della Mongolia
Agiteranno svogliati
code trascurate

In piedi o sedute
ombre sfocate

PUDORE

Quattro camionisti

Le sei di mattina
bevono caffè corretto
parlano di calcio
in lingue che non conosco

Sanno di sudore lontano un miglio

Posso dire
che vado a pulire libri
Respirare
antichi libri?

LE PAROLE DI AMORE CHE NON DISSE

Soffocato francese

Notturni sogni dell'anima morta

Via
via
tutto via

Le offerte bianche palme
paion bucate

Ecco il pasto del cane

Volto di donna sola
sul lavato pavimento

RITAGLIO DI GIORNALE SEI FEBBRAIO 1962

Rivendicazioni salariali
paura

La paga in lire
a Padova

C'è rischio che...
pare

Speculazioni edilizie
evasione fiscale
una mozione parlamentare

150 posti di lavoro a rischio

Su questo foglio incollato

NOTTE SUL GOLFO

E'
il mare
in amore

Luccica
brilla

Taglia
la scia

Vola

Non scotta
quasi rosso

Riflette la luna

Ricorda il sole
del giorno prima

Pare l'acqua
avere l'anima.

Padova 26 settembre 2007

POLVERE E SOLE-BUCHE E PIETRE ANTICHE

Grazie

Oggi sento il cuore allegro
gonfio

Gioia
confusione leggera

Sarà questo giorno
pieno di sorrisi
gentilezza musicale

Grazie di esistere

Quando arriva una mia riga
anche la pausa

PARIGI VERRA' SETTEMBRE COSE

Scenderò dal treno
alla Stazione Pricipale

Con ancora in testa
ornamentazioni di Corelli
qualche riga sgualcita della Ortese

Vedrò bancarelle piene di libri
lungo la Senna

Mi fermerò sotto la Torre

LA MOSTRA DELLE BAMBOLE

Alla Rocca
dentro celle e saloni
stavano esposte

Ho cercato
immaginato
duelli
rincorse
fughe
gridi

Voci dipinte
fantasticherie sul Valentino trappole
veleni

Sparse per terra
freccie insanguinate

LA PIOGGIA NEL CIELO SOSPESA

Dorme a quest'ora
il vecchio operaio

Riposa

Si gira
rigira nel letto

Non sa che il suo sogno
le lotte
la vita
le paure tutte
nessuno vedrà

Ho conosciuto quest'omino
timido
schivo

RICORDI

C'era stato un nome

Non conosceva parola alcuna
Rime e Ritmi

Oppure Rimbaud solo
capiva

Sguardi lunghi
pesanti
lasciavano ombre
nella notte bagnata
di acqua salata

Senigallia d'inverno

POCO PIU' DI DUE STANZE A TARDA ORA

Senza mai
le braccia tendere

Ho vagato
nelle stanze
per notti
notti
e ancora

Non un libro
un fiore
intralciarono
i passi miei

Silenzio

Senza timore
ho volato

Per tempi sconfinati

ERA LA MIA VITA A ROMA

Chiusa la finestra
nessuna nota
in strada

Solo silenzio grigio

Fioche luci agli angoli
per improbabili pensieri

Quella stanza con tanti libri
armonie
soffocati amori

Al quinto piano
cento scalini

BUTTATO VIA

Senza Bora

Aiuto di antichi versi
stampati sul libro del cuore
vedo
sento
l'astio pesante
la solitudine nascosta
vigile

Pronta a colpire
con forza vigliacca
furiosa
me
da solo

FOGLI DI GIORNALI AI VETRI

Sempre

Si usciva dall'ufficio
tutti assieme

Piazza Venezia
pareva un mercato
per il gran ridere

Quelle sera
cambiai strada

Casa nuova
in Via Casilina

Una famiglia appena composta

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