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VERRANNO I COLONNELLI

Così com'è
quasi aspettasse un segno

Nel buio dell'antro
esigua fila
divisa da corda marinara

C'è chi va

Viene

Riconosco appena
i posti dove giocavo
bambino

Un'ombra
come le vedove

LA NUOTATA DI PORTO BRANDAO

Tra i fiori del Mincio
riemersi

Presi fiato
percorsi sottacqua
i canali
attorno Palazzo Ducale

Udivo
il passo delle Signore
sopra

Dal Broletto
ammiravo la Facciata dell'Alberti

DOMENICA DI MAGGIO

A Castelfranco
una ragazza in jeans
vola di gioia

Sul palco dell'Accademico
a braccia aperte
lancia un grido

Tiene quell'accordo dispettoso
di Teleman
che ad ogni costo
non voleva saperne

I POLSI DI CLAUDIA

Arrivano

Eccoli

Arrivano
i giovani

Scompare
la cupa
ombrosa malinconia

Nuotano
nell'onda immaginata
di Via Beato Pellegrino

Sorridono al cielo

Volano spruzzi
bianchi

EROS E THANATOS

MARIA
sei sbucata improvvisa
ridendo
hai fatto un salto
addosso
quasi cadevo

Proprio all'angolo di Via Beato Pellegrino
davanti la libreria
sotto il portico

E profumavi
e sapevi di mattino fresco

FIORE BIANCO SULL'0RTO

Manca qualcosa
stamattina

Pari le seggiole
attorno al tavolo

Odore di vino svanito
sui fondi dei bicchieri
carte da gioco
sparpagliate

Sporche
bagnate
sbecchettate

Gioco lasciato a metà

RIAPRE LA SCUOLA

Daccordo col sole

Sorrisi lunghi e maliziosi
Vissuti
quanto Via Beato Pellegrino
colma
di ragazze e ragazzi

Aspettano

Di colpo
spalancano i Portoni del Maldura

Manca il fiato
a guardar dentro

LIBRO

Non so perchè

Vagamente ricordo

Era un angolo qualsiasi
una casa abitata
solo d'estate

C'erano pini
aiuole
sabbia

Turisti distratti

Fu proprio li
al Lido di Venezia

Un negozietto

MEZZOGIORNO IN VIA BEATO PELLEGRINO

Mattina assolata
pare primavera

Invece arriva autunno

Odori
profumi
bianco dei pantaloni
a vita bassa

Attesa allegra
aprono
I Portoni del Maldura

Ci scaldiamo come gatti
all'ultimo raggio di sole

TREMARE PER L' EMOZIONE

Attende precisa
educata
immobile

Eppur si muove
la figura specchiata
sulla vetrata della Wiennese

Taglio di capelli
come Valentina
Spruzzati appena
da un grigio
senza età

Vestito verde

OMBRE DELLA LUNA SUL BALCONE

Piccolo
semplice

Di quelli che si trovano alle fiere
o
si regalano alla prima comunione

Quasi un rosario da bambina

Un braccialettino
Eppure mi ha turbato

Come un avviso

Tentativo nascosto

VANNA COME ANNA

Vanna non sa

Ragazza innamorata
allargava le braccia

Roteava gli occhi celesti
scappava per farsi
subito prendere

Credeva la vita
il futuro sarebbero stati
sempre
solo giochi leali

Vanna non sa

UN SOSPIRO NEGATO

Grazie Signore
grazie davvero

Si ferma
si gira
davanti la porta

Ed io
che le ho ceduto il passo
mi accorgo poi
che è solo una bambina

Sorride con malizia
da donna

Desidera
vagamente

S I L E N Z I O

Scorsi in fretta
i titoli
di qualche giornale

Un indifferente sguardo
a manifesti
confusi
appiccicati

Si vende
si compra
svaniscono colori

E'sabato

Molti fingono di dormire
un'ora in più

ESPLOSIONE

Senza sapersi controllare

Finalmente
da vicino
ci siamo rivisti

Eri passata in macchina
veloce
già due volte
dal tuo ritorno

Parigi
come ti ha accolto
non so

Adesso ti vedo intera

UNA MATTINA DI FUTURA PRIMAVERA

Un ragazzo catalano
con la chitarra di traverso

Morde le corde tese
l'unghia del mignolo

Non si spezza

Chino sulla cassa
cadono lunghi
capelli neri

Invocazioni
spari

Raphael Alberti

CHIARA DELLA FEDERAZIONE

Chiuso il cancello

Pesante il portone di legno

Tutti via
Qualche lacrimuccia
c'è chi frigna

Tirano per mano
le giovani mamme
nervose
i bimbi che s'impuntano

Le auto son pronte a sgommare

DENTRO IL LUCCINI

Non cade

Sospesa rimane
la polvere antica

Sfoglio

Leggo mi pare
questi vecchi libri

I pensieri corrono
fuggono per aria

Ovunque si perdono

Lacrime secche di madri

Raccomandazioni ai figli studiosi

UN GIORNO DOPO L'ALTRO

Quando mi sveglio
la mattina
lento un pensiero
confuso
m'inchioda

Vite perdute
desideri
paure

Stringo le tempie
tra i pugni
socchiudo gli occhi

Se c'è un pò di giorno
scivolo giù

GIOCHI PERICOLOSI

Verrà l'autunno

Di già l'estate
pare stia finendo

Brevi
improvvise grandinate
qualche ombrellino colorato
Fuggi-fuggi sulla spiaggia

Gli abiti leggeri
come bandiere ieri
vengono riposti

MORTE DI UN CICLISTA

Sordo
un tonfo nella notte

La bici è volata sino al palo

Giace un corpo
sul lato opposto
di Piazzale Mazzini

Per quel che valgo
accelero
fuggo

Nessuno ha visto

Vado a bermi un caffè

DENTRO IL LUCCINI RICORDO ............

Alti fumi
braci leggere
Occhi impietosi
nerissimi
profondi

Svettava severo
il suo volto
la luna nascente
sfidava

Il corpo disegnato
pareva
agli archi appoggiato

Giovani mamme

PARENTI DEI COMBONIANI

Fra queste pagine
scopro ogni tanto
una vecchia cartolina
in bianco e nero

Immagini quasi sempre simili
paesi lontani
sconosciute colline

Incerta grafia
saluti ed abbracci
famigliari

LA SENTINELLA LAICA

Avevo limiti sul mondo
nel linguaggio

Erano pensieri immaturi
caduti dall'albero
senza ombra

Albero ov'era poggiata
una vecchia bici
con la ruota sgonfia

China per terra
con la bocca aperta

ANNIBALE ALLE PORTE

Lenta la pioggia
fina
Scivola
sulle rosse mani
anche

Nell'ansa del Metauro
inginocchiato
la testa di Asdrubale
mozza
regge

Si guardano i fratelli
almeno pare

Uno in silenzio piange

MISTERO

Due righe sul mio blog
per ringraziare Katia

Come un lampo
ha posato nove libri

Regalati

Noi li venderemo ad un euro
per finanziarci

Contributo pulito
inaspettato
non richiesto

L A M I N E S T R A

Senza fila
mi fa posto
in Farmacia

Avanti
prego accenna
Avanti
dice l'uomo

Non ho spinto
nemmeno premo
o fingo furbizia

Aspetto il turno
come al Supermecato

Insiste
che passi

S E G O L E N E

Svestita del nome Maria

Nuda nell'anima

Assorbe con gli occhi

Aria di Parigi

Mi posa a Montparnasse
prima che tramonti il sole

Sibila versi di Verlaine
al volto mio indifeso

Subisco schiaffi

LA MAESTRA DEL PAESE

Sceglie solo libri usati

Sfoglia con garbo

Si gira
sorride
Pare mi guardi

Si tuffa su paginette vecchie
consumate dal tempo

Ogni anno
quando passa
parla delle generazioni
nomi e cognomi

A R A G N O 1 9 6 0

In Via del Corso
a Roma

Piazza Venezia alle spalle

Poche centinaia di passi
sul marciapiedi destro

Un Caffè
con camerieri in giacca bianca

Tavoli sempre occupati

La Scuola Romana

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