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CONVENEVOLI

Sorriso stellare
Capelli
biondi e ricci
Da metterci le mani
Volto
per un amore
intelligente

Alta
Come sono le ragazze
adesso

Aderente la giacca
neri pantaloni
Non porta tacchi

Ha un'idea

SUL MURETTO DI PESCARA

Una domenica qualsiasi

Davanti i pini
le onde dietro

Passano rare macchine
sul Lungomare

Arriverà l'estate
Io
con la testa lassù
a Senigallia

Tu
non so dove

C'erano risate
scherzi sulla sabbia

PENSIERI PAROLE

Sotto i piedi
buttati per terra

Tra la polvere che non c'è

Uno sguardo nascosto
almeno
Qualcosa di avanzato

Una nota musicale
rotta a metà

Un verso rinnegato

La luce di una stella

SA COME PRENDERMI IL BRACCIO

Capelli nerissimi
Sorride con occhi che hanno visto

Parigi sempre nel cuore

Angoli che non conosco
Il nome della scrittrice francese
le sfugge
Non ricorda
si morde le labbra
Vorrebbe dirmi

MALINCONIA PESANTE

Piccolo
non immaginato
Solo per me
e Fyby

E' un giardinetto
senza recinto

Alberi
cespugli sparsi
uno scivolo per bambini
la scala di corda
e l'altalena

Nessuno profana
questo ambito

VERRA' L'ESTATE MA NON PER ME

Apposta mischia
note e versi
francesi

Si spoglia
si sveste
tutta

L'anima
sembra un papavero
colmo di essenze

Anna è lontana
non so dove

Sento la voce
la bocca
sfiorarmi

Mi parla

OGGI PIOVERA'

Non tace

Commenta saputella

Una Sonata di Corelli

Clara Schuman scivola sui tasti
Cade

Sceglie le note
interrompe

Sensuale la sua voce
penetra in testa

Sembra sorrida
Un abbraccio

RICORDI SMEMORATI

Arriva leggero
fumo profumato

Carni e salsicce
dalle braci
sotto il pergolato

Bevono vino
fresco
di cantina
Ridono le ragazze
sciolte nei movimenti
a pancia scoperta

Qualcuno suona la chitarra

OGGI E' DOMENICA

Non è presto

Alle nove di mattina
un sole felice
illumina tutta Via Beato Pellegrino

Eppure in giro
non c'è anima viva

Bisogna andare alla Wiennese

E' sempre festa
Profumi e luci riservate

CORRIDOI DEL GERIATRICO

Risate
corrono veloci
Voci nascoste

Legati a letti di ferro
Vecchi dimenticati
coperti un poco
da sporche lenzuola

Ballano le suore
strette-strette
batton le mani

Giocano
a luci spente

TUFFO NASCOSTO

Senza schizzi

Da uno scoglio qualsiasi
dietro il Conero

Una notte improvvisa

Non sentirò freddo
paure di sorta

Quando il fiato finirà
allargherò le braccia

Ad occhi chiusi
nessun buio

ANNA MOFFO ( SOPRANO )

Bellissima
troppo per essere vera

Al centro

Intorno
riempie ovunque

Esiste

Bloccato
ogni batter di ciglia

La notte

Roma di pini profumata
allaga
discreta
idee
ambizioni
ogni religione

BOCCHE CUCITE COL FILO DI FERRO

Piuttosto che un sorriso
un'immaginato
sfiorare di labbra

Chiudi gli occhi

Preghi
con ira furiosa
un dio nascosto
a te riservato
sospeso sulla nuvola nera
gonfia di lampi
acqua sporca
pesante

ORCHESTRA DI FIATI DI CADONEGHE

Scoppia la testa
con questo sole violento
maligno
dispettoso
improvviso

Appena oltre il ponte
si allarga la strada

E' lì che trova asilo
la Banda di ragazzi e ragazze
giovanissimi
da scuola media

M A R I A N N A

Esce furtiva
piano-piano
tremante
contrita

Dopo aver tanto pregato
curva
attraversa la strada
la suora sola

Di corsa arriva Lei
Sorride
come fosse sorella del sole

Dal Carmine alla Wiennese

COSI'

E' l'ultimo foglio

Dentro il cassetto
nulla

Desideri
pensieri
oppressi
delusi

Cancellati

Addii tutti in fila
a spintoni
di corsa

La malattia nascosta
mascherata
esplode violenta

LIBRO RUBATO

Assieme leggiamo
seduti vicino

Una parola io
sussurrata

Una parola tu
pensata

Trasmesse poi
nel lungo
eterno bacio
desiderato
promesso

Mai avuto

Copertina bianca
disegnata da un bambino

SOGNI DESIDERI SOSPIRI

Dietro la duna
Sotto i tamerici
nessuno vede

Lenta
si spoglia
Scivolano
la sfiorano
veli di fiaba
Appare tutta

Vincenti
il corpo
la sua mente

La Signora dai Capelli Turchini

LO SGUARDO DI SEGOLENE

Occhi
sorriso
bocca

Gambe lunghe
scoperte ginocchia

Sale al fianco
Mitterand

Liscio
il ventre

Fascino
Sesso
colmo
di profumi segreti

Sfida gli sguardi
giù nella Piazza

Eretto

CONSIGLI DISATTESI

Alberi
ombre
rumori

Tutto avvolge
il buio della notte

Sarà primavera
tra qualche ora
Il sole scalderà
rasenti passi
Antiche mura

Sdraiati
allo sporco bar cinese
spettrali nottambuli

OCCHI TRA LA GENTE

Capelli lunghi
ordinati

Appena lavati
Non asciugati

Frangetta sulla fronte
Pare Juliette Greco

Avevamo venti anni

Seduta lontano
Cinzia
saluta
composta

Col braccio levato

La mano aperta

MINESTRA RISCALDATA

Tutta
la spiaggia vuota
negli occhi
Sola

Il piatto mare
aspetta l'estate

Come se fosse Fyby
a zampe larghe
la Rotonda

Quasi a secco
anche il pontile
regge sghembo
Bianco
stanco colore

SONO VENTI ANNI OGGI 11 aprile 2007

R I C O R D O B R E V E D I P R I M O L E V I

Non ha più voce
Chi ha ricordo
Dignità
deve sapere
che è morto per tutti noi
distratti

Sono oggi venti anni

LUCIDE MANIGLIE DEI PORTONI CHIUSI

Viole
archi continui
corrono
Prendono farfalle

Anna Menichetti
alle sei e quarantacinque
sospira
su RadioTre

Ascolto il buio
Intorno silenzio

Dormono tutti
chiusi nelle loro stanze
sotto le lenzuola

QUELL'ARIA DOPO IL TERREMOTO

Tagliati di corsa
i rossi capelli
Ci passa
ripassa le mani
A dita aperte
come carezze distratte
Li butta indietro
danno fastidio
Come i nervi
tutta l'investono

Sempre sorride
L'irrequietezza

ERA VENEZIA

Se vedete
scendere e salire
per calli
ponti
sfiorare antichi muri
quell'ombra spezzata
indecisa
non dite ad alcuno
di avermi visto
Sembravo io
truccato da Casanova
col mantello rubato

PENSIERO CAPOVOLTO

Alle undici
sciolsero le corde
Il suono delle campane
non giunse al mare

Scavava assorto
come dimenticato
buche sulla sabbia
Solo il bambino

Correndo a cavallo
la Marchesina Baviera
scansò

DUOLE IL CUORE

Corre una bici
per Via Beato Pellegrino
In senso contrario
veloce

Pancia scoperta
sfacciata
la ragazza
pedala rapida

Gonfia di gioventù

Pare pesi il cuore
d'improvviso
Fatico
non so

LA SORELLA DELLA LUNA

Ne manca un pezzo
a sinistra

Sbecchettata
Quasi l'avesse rotta Il Campanile
del Carmine
Stanotte

Adesso spia tra le finestre

Lenzuola
quasi fino a terra
Sul letto
di traverso
sfiniti

PALAZZO MALDURA

Ore sei
Ghiacciata appare
Tonda
Secca
Come la morte

Sospesa nel cielo
a pochi centimetri dal tetto

Tutta nuda
la luna
falsa e vera
come ogni fede
si fa mirare

Minaccia pensieri
timori

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