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STELLINA BIANCA DI GHIACCIO

In alto

Di poco
sopra Ponte Molino

Ancora la vidi

Notti lontane
ingannevoli

Adesso pretende

Divide a metà
l'oscuro cielo
di Via Beato Pellegrino

Simile
o forse è lei

SOLO CON DIO

Dio nascosto
aspetta
nervoso

Omaggi
regali
la roba degli altri

Avverte preghiere
lagnanze
suppliche indecorose

Si crede potente
distratto
volutamente
non vede

Esiste per se

AL PONTE DEI TRAICCI

Ho scritto cose
che non dovevo

Senza lacrime
per dignità
Anna
piange

Affoga lo sguardo
sul fondo del lago segreto
nascosto

Amore non amore
amicizia pura
quella vera

DISSONANZE

Sulla pietra di Corfinio
il riposo

Accarezzo quel libro
dalla vaga copertina

Pastori
dimenticati armenti
sparsi
perduti

Vergine erba
curvata appena
dal vento immaginato

VOLPE FERITA

Natale

Santo Natale
non so

Don Chisciotte
senza cavallo
però

Guardo la luna crescente

In alto
dove
come non so

Ghiacciata

Nemmeno illumina
immaginate ombre
impaurite

COMMENTO A BASSA VOCE

Ho riletto " Pomeriggio Sloveno "
Il tuo

Amore mai
promesse false

Vicolo angusto

E pietre
e dubbi
crollavano addosso

Musica strana
pareva

Musica non musica

Cercavi qualcosa

L'APPUNTAMENTO

Ciao

Sono io

Mi offri un caffè
alla Wiennese

Sul marciapiede
opposto
quello del Maldura
io

Nascosta dai portici
Anna

Libri

Due vetrinette sempre amate
accanto

Ciao
ciao

NATALE IN VIA BEATO PELLEGRINO

Educata

Come lo sguardo di Anna
la vetrina della mia libreria

Di carta

Fiocchi
fiocchetti
fiocchettini

Tutti colorati
vivi

Senza esser vista
Claudia
ha disposto libri

NOTTI BIANCHE

Freddo
solitudine
cattivi pensieri

Davanti agli" Arrivi e Partenze "
ferma

C'è una Signora per bene

Più in là
sotto la tettoia
aspetto

Nessun treno passerà

I COMPITI

Fuori piove

Sull'erba non si vede
è buio

Scivolano sui vetri
le gocce
Si fermano quasi
poi
corrono veloci

Formano sul muro
una macchia nera

Sento che piove

Ho la testa piena

MATTINA D'INVERNO

Sogno immaginario

Assorbe cioccolata
sbocconcella un dolcetto

A gambe larghe
jeans dipinti addosso
lucidi stivali
neri come i capelli
lunghi e legati

Abbronzata
volto appagato
sicura

VERRA' L'ESTATE UNA VOLTA ANCORA

Su e giù
per le antiche scale

La Fiera Letteraria in mano
senza troppo capirci

Imboccavo Via del Babbuino

Bevuto il caffè al Baretto
dove le telefonate del Caso Montesi
erano partite

DEI SOGNI PERDUTI

Anche
se più non piove
dentro
mi sento tutto bagnato

Grandi
piccoli desideri
perdo

Pezzo per pezzo

Tenevo stretto
un giocattolo

Qualcuno l'ha preso

Gioco
seduto per terra

ANNA MANIZZA

Eretta

Pareva un'attrice

In cima
la strada
nessuno c'era

Tornava dalla città
senza fermarsi

Sorrideva con gli occhi
appena

Tutta di nero vestita
arrivava al cancello

TRIESTE NUDA

Ho solo visto
ad occhi chiusi

Schiaffi
onde spaccate
bianche

Perdersi

Nel cielo
di Piazza Unità d'Italia

La fredda panca
di pietra
conferma
che sono al molo

Ho atteso

RITAGLIO DI GIORNALE DEL 6 FEBBRAIO 1962

Rivendicazioni salariali
paura
paga in lire

A Padova
c'è rischio che....
pare
speculazioni edilizie
evasione fiscale

Mozione parlamentare
150 posti di lavoro
a rischio

LE PAROLE D'AMORE CHE NON DISSE

Soffocato francese
in notturni sogni
dell'anima morta

Via via
tutto via

Le offerte palme
bianche
paion bucate
da chiodi arruginiti

Il pasto del cane
quel volto
di donna sola

PAREVA UNA TRAGEDIA GRECA

Senza gridi

In mezzo al campo
c'era un gattino nero

Più in là
un cane secco
come di legno

Contro un omone
la ragazza slava
trattava il prezzo

Sapore di mortadella
birra scaduta

DENTRO LA MARINA DI CARRA'

Lucido al sole
come arco etrusco
era il taglio
dei setti nasali
di Alba

Pochi
i verdi pini
come giù a Pescara
quando c'erano i cavalli
zingari di Lecce

Muta aspettava

COSI' NON VA

Non mi pare proprio
logico
giusto
continuare a sedere
su questo insicuro sgabello

Sembrano ancora più dolenti
i nervi delle gambe

E' stata una notte inquieta
piena di sudori

TEMPO CHE PASSA

Musica
si fa per dire

Da balera
la domenica
al Parco

Edda è tesa
sorride
pare abbia problemi

Desidera ballare
così lo dice

A me piaceva il tango

Quelli lenti
da mattonella

ATTORI DI STRADA

Ad Urbino

Cortile
del Palazzo Ducale
una usata luna

Palco di sedie
tavole grezze

Affilata
come Primavera
Giulietta
invoca Romeo

Attori
e personaggi
più tardi dormono

COCOTTE 2007

Profumata morte
e
misteriosa

Ermetica espressione

Sulle panchine di Trieste
Piazza Unità d'Italia
soffiavi fiato
in bocca
a me

Su le tue labbra
posai l'ultimo dubbio

PUDORE NASCOSTO

Quattro camionisti
alle sei di mattina
bevono un caffè corretto

Parlano di calcio
in dialetto

Lingue che non conosco

Sanno di sudore
lontano un miglio

Posso dire
che vado a pulire

MARIA CALLAS

Solo sento

Immagino

Foglie a mezz'aria
alberi secchi

Arriva dall'alto
giù
nell'angolo scomodo
un vento cattivo

A tratti
veloce
poi lenta
odo Maria

Piange
grida
rivuole

LA LUCE DEL GIORNO VENNE POI

Vidi meglio i suoi magnifici
occhi azzurri

Gambe lunghe
di gazzella

Calze bianche
sino ai ginocchi

Scarpe lucide e nere

La gonna a scacchi
era brevissima

Aspettava pochissimo

SERA A VENEZIA

Un breve viaggio
mezz'ora di treno

Girerò per Venezia
col sole
od anche senza

Respirare l'aria della fila
davanti al Correr

Seduto sui gradini del Florian
tutto raccolto

SOLE DISCRETO

Volava la farfalla
ad ali spalancate

Con balzo feroce
l'ape furiosa
scattò

Stupita cadde
la poverina
senza capire
sui petali
lavati appena
da pioggia primaverile

Volsi lo sguardo

PORTICO D'OTTAVIA

Era una nota piccolina
ben sicura

Improvvisa passò
dal flauto
nella viola da gamba

Sotto un sasso si nascose

Secco
un pianto lontano
Orfeo si volse

Euridice tutta lacrimava

COME LAMA NEL BUIO

Vigliacca
si muove

Ride con la bocca piena

Rumore
un inciampo

Nessuno sa

Dormono
fingono

Le bandiere
icone della tua giovinezza
non conosco

Dov'ero
Cosa facevo
Non ricordo

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