dario.petrolati's blog

REALITY

Barbarismi

Qualcosa di simile

Poco
confuso
ricordo

La professoressa Enea

Guai a scrivere
dire parole non pure

Ella ci teneva

Spiegava

La bellezza della lingua

L ' ORA IN MENO

Perchè sono stanco
forse

Subito incubi
vestito
per modo di dire
ora

Eccomi quà

Piazzale Mazzini
che non s'è mosso
tutto bagnato

Pieno di foglie sparse
disordinate

LA RAGAZZA DI CUI SI DICE.......

Ascoltavo la Barcaccia
distrattamente

Chè ti pensavo

Tre giorni sereni
belli pieni
Sofia per mano
e Trieste impettosa
bianca marmorea

Maria che corre e inciampa

Fugge di nuovo

MARIA CHE SCAPPA

Non so

Nemmno tento

Ma se servisse
direi un'orazione
per te MARIA

Chè fuggi ancora
ma dove con chi
per quanto tempo

Raccontami le belle fiabe
che hai in mente
preparate

FARE NAIT

Disquisire affaticato
con la mente

Si

Proprio lassù
che se tirasse un'alito
anche solo pensato
nulla restebbe
di te
di me

Noi

E requiem

Non perchè il salto

BUGIE DETTE ANCHE BALLE

C'è aria moscia in giro

Le piume bagnate
pesano

Pesano tanto

Zampettare
tra sputi menzogne negate
pozzanghere stagnanti

Non è per tutti

Basta la voce
di Anna Menichetti

LA RONDINE DI SMILE

Cosa voleva
volesse non so

Chè dopo aver volato
sficcanasato in giro
beccato chissà cosa
ha sentito il bisogno-dovere
di rendere visita
omaggio
a SMILE

Sentiva certo di potersi fidare

ANARCHIA

Mi ha stuzzicato
da donna colta

Ha posato un soletto
per firma

Assieme

Io quì
immerso in questa troppa nebbia

Ella tra i pini
volge lo sguardo
al mare verde
come fosse inverno

IL MURO

Sbarra Via Beato Pellegrino
con arrogante indifferenza

Pare lenzuolo sporco

Passo al marciapiedi del Maldura

Mi sento più sicuro

Piazzale Mazzini dov'era
il Cavalcavia per la Stazione

GOCCIA

Scivolano via
come fosse acqua
finiscono così

I soldi

Sempre meno
ora per niente
quasi

Sfuggo la vetrina

Li guardo
lasciandoci mortificato pensiero

Spero Claudia

LIBRO A PRESTITO

Conto i giorni

Le ore che dormo

Quelle da sveglio

Avrà capito quel passo
sentito
come me
quell'espressione sgradevole

Creduto di vedere
dove nulla c'era

SEMBRAVA MUSICA LETTURA PENSIERO

Se apri la persiana
ed un piccione invoca pietà
non credergli

Non ti commuovere

Magari l'espressione avrà buonissima

Egli già veste l'anima del diavolo

Ti sa solo
triste

TELEFONATA DA TRIESTE

Senza precipua indicazione

Sempre dritto
solo

Ancora avanti
seguendo il profumo delle case nuove
dove una volta c'era verde
covoni trattori
animali
attrezzi da lavoro per i campi

OGGI HO RIVISTO SMILE

Cavoli che roba

Ed io che mi illudevo

Come darle torto
quei capelli
quel volto
le mani inanellate

SMILE ha ragione per forza

Se la guardi
se provi ad ascoltarla
ti distrai

PERSA NEL MAGHREB

Quella mano pallida
come volto di luna tradita
tendi nascosta
non devi sapere
tappi le orecchie

Un'onda più grossa
salta lo scoglio
arriva spezzata
davanti ai tuoi piedi

Ferma immagine

TEMPESTE

Suona un quartetto musica per archetti
Debussi e impressionisti altri

Io non l'ascolto
solo perviene di lontano
mi traversa la strada mentalmente
chè ho la testa piena
di nomi

IMPIETOSO IL TEMPO

Non ci sono bambini
scuse
rumori molesti

Vuoto

Solo la mia Panda
manco una bici

Il cortile scordato

Eppure le mura
le finestre
le pietre sconnesse
il cancellone scorrevole

IL SORRISO DI BERLINGUER

Dov'ero
il sei settembre 1975
quando all'Arena di Verona
gli Inti-Illimani tennero
canti

Non posso saperlo

Piegato un foglietto
consumato
carta grigia riciclata

C'è scritto :

A PONTE MOLINO

Una giovane mamma
ancora ragazza

Coi jeans

In bici da uomo
due sulla canna
guida una fila

Tre bimbi
la seguono svegli
coi loro bauletti
colmi di libri

Nessuno sgarra

CREDEVA MARIA ............

Fosse bugia

Sola pensava

Dove non dice

Irrequieta
forse vede
sa

Nascosta
anche ai raggi di sole

Maria
nome indipendente
abbisogna essere presa

Prigioniera

STRADE E VICOLI

Scende o sale
non vedo

Immagino

Ha programmato confusamente
le sue idee
crede nascoste

Lo sguardo
appena
dentro lo specchio
in ascensore

Ma
si va bene
fa lostesso

Anzi

QUADRI PARIETALI

Era Milano

Ultimi giorni

Prima del 68
in Centro
mi pare ci fosse un alberghetto
lì vicino

Via discreta
silenziosa
quasi da paese

L'avevo conosciuta
in Libreria di Corso Monforte

PACCHI DIMENTICATI

Sono pensieri

Erano lontani e vicini
istinti
sogni
programmi
orizzonti

Foto sfocate
fogli che volano
trasportati
da inisistente vento
dentro il cortile
muto
offeso

Mercoledì

E' STATO

Sarà giorno
brevissimo

In mente
senza te

Una serata
al lume di candela
piatti vuoti

Gelato al limone

Cena vivace

Corde di chitarra
archetti di violino
musica tzigana

LA PROFESSORESSA

Donna

Femmina sino al midollo

Anche cocotte

Vedeva sguardi sicuri
muscoli dritti
rapidi

Ragazzi

Schiaffi
violenza
desiderava

Piangeva poi
perduta
credendosi Didone

LUNA

Indecisa
timida
luna

Non finita

Delicata

Trasparente pare

Senza contorni

Sogna specchiarsi
dentro la Brenta

C'era una volta l'acqua
ora soltanto sassi

Aspetta mano morgana

ORA LEGALE

Confusione
entusiasmo
sonno
frescolino

Siamo tornati agli anni
lontani

Oggi diffusione speciale de L'Unità

Arrivano volti nuovi
ragazze e ragazzi
caricano
scaricano i pacchi

GIARDINO PER I CANI

Tirava il cagnone
e la ragazza civettuola
a fatica pareva chiedere aiuto

Invece si faceva notare

E dopo lei
di primo mattino
a Ponte Molino sul greto del fiume
un'altra ragazza

GIALLO

Era gragario

Vinse sette corse
una con le braccia alzate
il volto stralunato
gioa e fatica

Ci son foto ancora
di quel ciclista
morto da solo in stanza

La solita siringa

A CA' ROMAN

Dentro conchiglie bianchissime
ho visto gli occhi tuoi
celesti

Come l'aquilone di Urbino

Saliva la voce
dal fondo
tra granelli di sabbia
sottile

Seduto sullo scanno
sentivo il sole

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