dario.petrolati's blog

DUE UOVA AL TEGAMINO

Mangia castagne
non toglie la buccia
Marlene Dietrch
Fuma
fuma sempre
Sotto il banchetto
nasconde le gambe
fasciate
bagnate di fresco
Il dolore dei vasi capillari
rotti
è vergognoso

Qualcuno

ESTRANEITA'

Chiamiamoci a raccolta
ci conosceremo poi
Tutti
Uno ad uno

Jean Seberg
vieni anche tu
Qualcuno toglierà la pietra
lassù a Parigi
La fossa
ove troppo hai aspettato
colmeremo di rose e viole

RISATE DI NASCOSTO

Mezze voci
lunghe vesti
Ecuba
si trascina
piange
invoca
Tende le mani al cielo
E col tramonto
a poco a poco
il Teatro Greco
si vuota

Solo un catino giù
Risuona l'ultimo grido
quasi è già notte

La Chiesetta e le scuole di Via Beato Pellegrino

Quest'aria tersa
vuota
senza uccelli nel cielo
Non una macchina
che turbi
Forse il sabato
è questo

Alle nove di mattina
tutta la Via si vede
sino in fondo

Dormono
riposano
Sbrodolano i vecchi

UNA SPECIE D'AMORE

Terza età
Nuova giovinezza
Ogni espressione potrebbe
giustificarla

Malattia depressiva
desiderio sessuale
confuso
inappagato
Piccoli malanni
vergognosi

Consigli in fila
per Maria
nome sempre bianco

A RADIO 24

Rapidi notiziari
veloci
come le giovani voci dei conduttori
Titoli sintetici
Spazio per tutti
basta essere attenti

Chiara conduce
" Alla ricerca di un bravo ragazzo "
S'inceppa ( volutamente ? )

NOTE NEL CIELO DI PIAZZOLA

A Piazzola Sul Brenta
uomini e donne
lavoravano
Anche la terra

Padroni
logicamente ricchi
pii
golosi di danaro
e giovinette
Alte
graziose

Crocifissi e preti
sempre al centro
in vecchie fotografie

COMPLEANNO TRA LE TAZZE

Il polso destro
stretto da un elastico bianco
largo come una fascia
Truccata di furia
manco
si trattasse di rispondere
al telefono
Ride
sorride
mostra i bianchissimi denti
quasi felini

Non è convinta

C'ERA UNA VOLTA

Dicevamo cose semplici
vere
parlando in un modo
che lingua
pareva
Non dialetto
di cafone
Ai confini dell'orto
saranno stati cento metri
c'erano due pozze rettangolari
colme di acqua piovana

LA VOCE DI RICCARDO

Dopo troppi giorni
per telefono
ascolto la sua voce
Tossisce
prende fiato
ha fretta
deve dirmi qualcosa:

E' successo un fatto
terribile
giocando a pallone
nel cortile della scuola
mi hanno dato una botta

ANACORETA SENZA SCARPE

Dietro la montagna
arida
come l'anima mia
tenta alcuni passi
di un tango inventato

La gente sa
la gente vede

Coi palmi delle mani
coprono le bocche
Nascondono risate

Dicono avesse una moglie

TAVOLA SEPARATA

Senza guardarsi
C'è sempre buio
Incatenati nelle prigioni
di Bagdad
i nostri estranei pensieri
Cenci del mendico a Notre Dame
Nessuno che getti un soldo
sulla palma tesa
Solo occhi al cielo
vociare

LA BEFANA DI IRENE

Un libro per bambini
tutto illustrato
a colori delicati

Domani Irene
riceverà per dono
la mia Epifania

Non sa
nemmeno ricorda
forse
che Nonno Pasquale
era amico mio

Solo a guardarla

CHISSA' DOVE

E' un tempo lungo
passato
da tanto
Avanti così
sempre più fioca
immagino
la Signora dai capelli turchini

Dopo Parigi
lunghe camminate godibili
su e giù
per Viali e piccole Rue
Mi raccontò emozioni

UNA MATTINA COME TUTTE

Rapida cammina
a testa bassa
con due borsone
in mano
di cuoio nero
Sull'altro marciapiede

Non saluta
o sorride
Capita solo d'incontrarla
davanti al Palazzo del Conte
Cosa faccia
da queste parti

ANCHE PARIGI E' ORMAI LONTANA

Mani trasparenti
velate
sfogliano
con gli occhi
pagine di un libro
Stampato
con il respiro di un bambino
appena nato
Una copertina azzurra
disegnata lieve
ricorda i mosaici
di San Marco
a Venezia

IL 68 DELLA SUORA

Vola veloce
la suora
Pedala con gusto
in senso contrario
E' già passata

Una grande foto
in bianco e nero
nel cestino
della bici:
El Che

Chissà perchè
Via Beato Pellegrino
è piena di sorprese

SARA' UNA ESTATE AFOSA

Oggi piovizzica appena
Si ferma la goccia
come se fosse nebbia sbagliata
sul pelo
di goffe pelliccie
Le Vecchie del centro
senza memoria
lente
vanno al Carmine

Portano una confusa offerta
nella cassettina

FISCHIO DI RAGAZZO

Ho il dubbio
sensazione sgradevole
di trovarmi
all'ingresso di un cimitero
Appena scorgo qualche macchina
ferma
I grossi alberi
neri comprimono questa piazza
che di giorno
è così bella
Nessuno passa

QUEL LIBRO DA SIGNORINE

Perdersi
confondersi
espatriare da se stessi

Così è l'amore
guardando il tuo volto
Emozione del cuore
che batte-batte
ecco s'inceppa
quasi si blocca
Seppur girata
di schiena
vedo ciglia nere

INSONNIA

Non c'è musica
di notte
piove appena
Dall'ultimo piano
toccando il cielo
quasi
A mezzanotte
anzi dopo
c'è del rumore
giù nel cortile
Barattoli
inservienti
un gatto che salta
tra sacchi di rifiuti

PASSO POI

Disordinati i libri
sui tavoli
all'ingresso dell Festa
Per dirmi cosa
non so
Mi ha fermato il respiro
Malizioso lo sguardo
è passata veloce
vendicativa
svelta come il tempo
dentro l'orologio

SENZA PERDERSI ANCORA

Slaccia
accarezza
nervosa
i capelli
senza pace
Lunghi
lisci
bagnati
Di corsa
è fuggita
da sotto la doccia
Volto severo
senza sorriso
Veloci sui fianchi
corrono le mani
Stupore
desiderio continuo di esprimersi

CINZIA NON C'E' PIU'

Quest'anno
nessuno ha visto
Cinzia
Sorriso difficile
dopo un pianto nascosto
capelli fintamente trascurati
e tesi
come il suo aspetto spaventato
Chiesi di Lei
la prima volta
" Ma come non sai

MOZART BAMBINO , NELLA STANZA ACCANTO

Lacrime piccole
tante
fragorose
di prima mattina
Bianchi guanti
di mani bambine
buttati sul divano
Basta rumore
candele spente
fumano lunghe
C'è puzza di cera
Singhiozzo strozzato
inconscio desiderio

GHIACCIO PER TERRA

Alla Messa di mezzogiorno
pesanti pellicce
lunghe sino al selciato
Le Signore del Centro

Immobili al sole
imprigionate
da pantaloni elastici
stivali neri
lacci incrociati
sfidano sorrisi
Le ragazze abbronzate

LA CAMERETTA DI VIA B.PELLEGRINO A PADOVA

Rimpiangi il Natale
Le Feste perdute
Sei stato bambino
Povero
anche
Di notte
la mamma
quando dormivi
faceva i dolcetti
friggeva
Friggeva le cresce
pezzetti di pane
Tutto nascondeva poi
vicino la rola

IRREQUIETO CORPO IN CERCA DI EMOZIONI

Mani asciugate
trasparenti
Sapore di sale
dell'acqua di mare
Volte al cielo
congiunte
come in preghiera

Meno brilla il sole:
bruciante
la tua pelle scura
neri i capelli
Sorridi
Poi ridi con tutta la bocca

LA SIGNORA DEL CORTILE

Senza più
la cadente scala
Nemmeno il ricordo
del glorioso albero

C'era un'ombra
però
discreta
Nessuno vide
l'educato passo
indietro

Riconobbi il basco nero

Quel fumo
bianco e sottile

NON E' ANCORA MATTINA

Si lagna
piange
soffre

Il mendico
senza gambe
tende il moncone
sul cartello appeso al collo
sta scritto:
ho fame
pietà
ho bambini....

Proprio davanti al Carmine!

Con tanto freddo
in questa Piazzetta

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