dario.petrolati's blog

PAREVA UNA TRAGEDIA GRECA

Senza gridi

In mezzo al campo
c'era un gattino nero

Più in là
un cane secco
come di legno

Contro un omone
la ragazza slava
trattava il prezzo

Sapore di mortadella
birra scaduta

DENTRO LA MARINA DI CARRA'

Lucido al sole
come arco etrusco
era il taglio
dei setti nasali
di Alba

Pochi
i verdi pini
come giù a Pescara
quando c'erano i cavalli
zingari di Lecce

Muta aspettava

COSI' NON VA

Non mi pare proprio
logico
giusto
continuare a sedere
su questo insicuro sgabello

Sembrano ancora più dolenti
i nervi delle gambe

E' stata una notte inquieta
piena di sudori

TEMPO CHE PASSA

Musica
si fa per dire

Da balera
la domenica
al Parco

Edda è tesa
sorride
pare abbia problemi

Desidera ballare
così lo dice

A me piaceva il tango

Quelli lenti
da mattonella

ATTORI DI STRADA

Ad Urbino

Cortile
del Palazzo Ducale
una usata luna

Palco di sedie
tavole grezze

Affilata
come Primavera
Giulietta
invoca Romeo

Attori
e personaggi
più tardi dormono

COCOTTE 2007

Profumata morte
e
misteriosa

Ermetica espressione

Sulle panchine di Trieste
Piazza Unità d'Italia
soffiavi fiato
in bocca
a me

Su le tue labbra
posai l'ultimo dubbio

PUDORE NASCOSTO

Quattro camionisti
alle sei di mattina
bevono un caffè corretto

Parlano di calcio
in dialetto

Lingue che non conosco

Sanno di sudore
lontano un miglio

Posso dire
che vado a pulire

MARIA CALLAS

Solo sento

Immagino

Foglie a mezz'aria
alberi secchi

Arriva dall'alto
giù
nell'angolo scomodo
un vento cattivo

A tratti
veloce
poi lenta
odo Maria

Piange
grida
rivuole

LA LUCE DEL GIORNO VENNE POI

Vidi meglio i suoi magnifici
occhi azzurri

Gambe lunghe
di gazzella

Calze bianche
sino ai ginocchi

Scarpe lucide e nere

La gonna a scacchi
era brevissima

Aspettava pochissimo

SERA A VENEZIA

Un breve viaggio
mezz'ora di treno

Girerò per Venezia
col sole
od anche senza

Respirare l'aria della fila
davanti al Correr

Seduto sui gradini del Florian
tutto raccolto

SOLE DISCRETO

Volava la farfalla
ad ali spalancate

Con balzo feroce
l'ape furiosa
scattò

Stupita cadde
la poverina
senza capire
sui petali
lavati appena
da pioggia primaverile

Volsi lo sguardo

PORTICO D'OTTAVIA

Era una nota piccolina
ben sicura

Improvvisa passò
dal flauto
nella viola da gamba

Sotto un sasso si nascose

Secco
un pianto lontano
Orfeo si volse

Euridice tutta lacrimava

COME LAMA NEL BUIO

Vigliacca
si muove

Ride con la bocca piena

Rumore
un inciampo

Nessuno sa

Dormono
fingono

Le bandiere
icone della tua giovinezza
non conosco

Dov'ero
Cosa facevo
Non ricordo

UN GIORNO MAGARI

Indosserò un vestito nuovo
vedrò di sembrare ragazzo

Avvertimi
quando passerai di quì

Desidero un sorriso

Vedere te

Null'altro

Sotto diversa luce

Come avrebbe potuto essere

QUASI ALBA

Quieta sorridi

Ad occhi chiusi

Dormi serena
dopo tanti giochi
a mani aperte

Ferma le ali
un Angelo del Guariento

Sospeso
in silenzio ti mira
Lascia un piccolo fiore
appena colto

ELEONORA

Chiamerò una stella
col tuo nome

Solo io conosco
quella sperduta lucetta
nel buio infinito

Nel cielo di Asolo
cercherò cose
che avresti potuto regalarmi

Sparsi sassolini

VENEZIA

Schizzò l'archetto
giù nel Canale
dal Ponte di Rialto

Era pesante
tanto
per quelle mani languide

Improvviso un filo d'aria
la camicia aprì

Poggiò le spalle
all'angolo di pietra

FUGGIRE

Dal dolore
è noia

Chiamiamola così

Crisi interiore
stracciata solitudine
Nessuno resta solo

Ci fa compagnia
misera ombra immaginata
pesante
segnata
da sputo vagabondo

DOMENICA D'INVERNO

Sospesa nel cielo
la neve
pare cadere
leggera
in silenzio

Bianco appena dato
nessuno calpesta
finito già

Sono tutti in chiesa
pregano
Sono tutti a casa
aspettano

PARE SCENDA LA SERA

Di là
oltre il cortile

Si è già in Piazza Mazzini
quì la chiamano così

Il nome vero è Piazzale

Ampio
leale

E'sempre festa
piena di studenti

Di notte arrivo io

REGINA SENZA CORONA

Piazza degli Zingari
avanti
Via del Boschetto
vecchi portoni
negozietti angusti

Peppino d'Intino vende cravatte
la morosa Blue Bell
quando non prova
sta dietro il banco

MESSAGGERA D'AMORE

Passa di corsa
alla solita ora

Nascosto
dietro il cancello
temo mi veda

Non so

Così all'improvviso
ho temuto il suo sguardo

M'ero lasciato andare

Ho sentito
che fosse meglio

LA SIBILLA CUMANA

A lanterna spenta
si specchia
si piace

Nel buio un vasetto
colmo di droga

Beve

Ebbra
prova voce

Ai quesiti di Alessandro
risponderà
come desidera

Saranno guerre

BENAZIR BHUTTO

Senza spogliarsi

Dal filo spinato
arriva la voce

Sul mio corpo
tutto

Dice parole sconosciute
lo sguardo sfinisce

Mi soffoca
dolcemente uccide

A lungo

Ogni pensiero
mio

FUGGITIVO

Scappare sempre

Anche di notte
a piedi
nudo
o vestito

Lontano
dove non mi si possa trovare

Nascondino tragico
cupo
come l'aria di Parigi

La suorina laica
temeva gonne corte

LA LETTERA DI GIULIA

Bugiardo sole
illumina palazzi
piazze antiche

Luce ghiacciata
come la voce irritata
color sangue
assetata
folle

Di corsa
in bici sono scappato

Finito il dialogo
mai esistito

POSSIBILE VISITA

Impressione
vaga sensazione

Qualcuno bussa

Cancello chiuso
finestra dai vetri doppi
incipiente l'inverno

Da Via Beato Pellegrino 16
a Piazzale Mazzini
non c'è anima viva

ANNA

Ciao Anna

Come due vecchi amici
in questo autunno
ho conosciuto
qualcosa di indefinibile
delicato
bellissimo

Eretta
come solo sanno essere
le generose donne
di frontiera

ANNA NON C'ERA

Non so perchè
immediato m'è tornato a mente
improvviso
violento
il ricordo di due pomeriggi
a Parigi
l'inverno scorso

Mi ero perduto

Visitare il Cimitero degli Artisti

ORCO IMMAGINATO

Affloscia le orecchie
diventa più piccola

Arretra
la trovo tra i piedi

Paura del buio

Fyby

E' solo un cagnolino da divano
lecca le mani
le scarpe

Adesso si sente sicura

Syndicate content