dario.petrolati's blog

MILONGA D'INVERNO

A Piazzale Mazzini

Il Piaggi è quasi vuoto

Panchine consunte
freddo
nell'aria

Slacciati
Strappati
Sbregati

Buccie e molliche

Sassi per terra

Alcuni
furono uomini

CREDO DI SAPERE

Io so
anche se con dolore

So i nomi
conosco le facce
non sento le voci
però

Parlano piano
di nascosto
al buio

Si occupano degli altri

Sorridono
peccano
pregano
vestono bene

RENDICONTO

E sono tre giorni
ormai

Tento
trattengo
immeritate lacrime

Senza nomi
vergogna totale
a disagio

In strada

Anche nascosto

Come in Orazio

Posso cambiare cieli
terre nuove

RUBARE

Si sono ladro
anch'io
e andrò all'inferno

Meglio l'inferno
che questo apparente
dannato andare
chissà dove

Il trigemino
non si è scordato l'indirizzo
lo stomaco
vuoto

I SOLETTI DI SMILE

C'era ad Ancona una Signora

Saliva a passi svelti
Via Ciriaco Pizzecolli
sfiorando il pavè

Prima di entrare
in Facoltà
guardava sempre il mare

Si affacciava alla terrazza

SE FOSSI GRANDE

Se fossi uomo
uomo davvero

Di quelli che decidono
che sanno cosa vogliono

Loro
prendono
gettano
amano
uccidono

Femmine folli
bellissime
forse disposte

Se fossi capace

ORGOGLIO INEDUCATO

Parole fuori posto
sono le mie

Pensieri scurrili
ferite dolorose
quelle
che io volgevo ad Anna

Ebbi paura allora
subito
enorme

Senz'amicizia
boccate d'aria
e risa immaginate

ULTIMATUM DI ANNA

Fa brutto

Sempre

Impressione
paura
voglia di piangere
se avessi coraggio
lacrime

Un posto nascosto

Ha usato il condizionale
Anna

Avremmo potuto

Eppoi una frase lunga

UN NUOVO GIORNO

Nessuno vede
ode

E'freddo

La mattina presto
si battono i piedi
ci si frega le mani

Solo Maurizio

In bici
carico di giornali
gira svelto
per le consegne
destra sinsitra

PIANGERE PER CHI

Hai ragione
non firmarti

Anche senza nome
iniziali scolorite
ho capito

Temi di avermi deluso
pare quasi
ti sia caduto il mondo addosso
e pure peggio

Influenzata
affascinata

UNA GIORNATA SENZA TITOLO

Alla Stazione giusto giusto

Lavori
transenne
poliziotti
turisti
zaini e valigie

Non c'è più l'edicola
in quel posto fisso
ove andavo
a corteggiare libri
nelle vetrine
accatastati

BLOCCO BIANCO

Solo un puntino
immaginario
sul bianco foglio

Forse nemmeno

Parole non dette
desiderate
attese

Quali non so

In mente confusa
pigiano
inevolute emozioni

Un disco riprodotto

TERGESTEA

Dopo l'edicola
a sinistra
eppoi avanti cento metri

Eri lì sola ad aspettare
un'ombrellino cinese
e pioveva

Vidi
stivali belli neri
quelli militari
lunghi
sproporzionatamente

NON POSSO DIRLO

Nemmeno pensare

A disagio
uno strano stato d'animo
come se fossi colpevole
avessi rubato
negato
mentito

Invece son io
che ti faccio sentire
innalzata
immobile
sul piedistallo

GIULIANA DA ARQUA'

A casa di Francesco
provvede un Signora
per metter ordine

Quando Il Poeta
vaga sui Colli
a rubar immagini
ispirazioni

Giuliana provvede

Sfoglia
legge
uno ad uno
grandi e piccoli

17 NUMERO DISPARI

Tra superstizione e fede

Sento e mi pare
allora
cosa vuol dire
significa
dubbi
incertezze

Ognuno la sua strada
toccandosi
le corna
con le mani in tasca

Tutto o quasi

PRATO DELLA VALLE

Dicono sia grande

Come la Piazza Rossa
quasi

E' la mia testa
sono le dita
il cuore mio

Solo immaginato

Umidità
nervosismo

Statue inespressive

Lampeggia
lampeggia

FIATI DI PARMA

Ore dodici domenica

A radiotre in diretta dal Quirinale
trasmettono musica di Strauss

Sembra
ma non è
una banda che piange

Piange la sconfitta
del proprio Paese

Eterna caduta

PASSATO

Lo senti nevvero

Lo senti il coraggio
che non ho

C'è solo viltà

Paura

Sconfitte

Da sotto i Portici
di Via Beato Pellegrino
pare arrivare una ventata

Leggera
come la tua voce

PIOVE

Messaggero d'amore

Amore bambino
pulito

In fascie
profumato
leggero
conteso

Sgozzato
invece

In sacchi neri
sparsi
nel parco

I resti

Troveranno cibo
cani randagi

LETTERA PELLEGRINA

Andrò
dal barbiere

Assieme ai capelli
farò tagliare
ricordi sgualciti

Inchiodati sulla pelle

Mescolati
tra pulci e zanzare

Con la scopa
svelto
incoscente

Assieme
brillantina

OGGI ANDIAMO AL CIRCO

Sui muri di città

Per le strade
manifesti colorati

Dal
al
in :

Arriva il Circo

Fondi gialli di carta
scritte rosse
indispensabili

Si vede da lontano

LARGHE SPALLE

Sciocca espressione
vuota
bugiarda

Senza paura
coscienza a posto
nessun torto ad altri

Il privato è salvo

A ciascuno le proprie cose

E se non ci fosse

ADESSO

Sotto i portici
di Via Beato Pellegrino
all'inizio

Dopo il Kiki Bar
un giardino prigioniero

A volte si apre il cancello

Vedo il verde del prato

C'è la vetrina della libreria

PAROLE SENZA RITORNO

Era un libro di Bataille

La copertina bianca
lucida
con qualche impronta

Distratto

Un gesto insensato
come tanti pensieri
che a volte ci cadono addosso

Subii

Dopo

SENZA CELLULARE

Perchè

Ho creduto opportuno
iniziare così
questa mia

Non so dove andrà

Se basterà per
azzerare le tue preoccupazioni

Chè se debbo contribuire
a complicarti la vita

COME MAI PIU'

Domeniche settembrine
lungo Viale della Vittoria
sino al Passetto

Alte risa
delle ragazze
dalle gambe lunghe
si confondevano
su gli alberi
di Piazza Cavour

Dal moscone
ed anche più su

SOSTITUTO

Incongruenza
essere stato

Libriccino
Adelphi
color rosa pallido

Dodici pagine

Ch'è bello esistere

Tutti assieme
amar
felici

Se le cose stanno così
io
non desidero più

ERA UN DISCO DI VITTORIA MONGARDI

Sembrava protetto
dalla borsetta estiva

Un vecchio semplice disco

Canzonette

Mesto
lo sguardo al Faro

Sola

Cadde per terra

Distratta

Percosse
con sfinito gesto

LA PASSEGGIATA

Nel sole

D'estate
o d'inverno

Pareva caldo

Freddo

Non so

Sentivo

Inquietudini

Musica sacra
profana

Odore di donna

Agar
mi prese la mano

Terra
come tappeto

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