dario.petrolati's blog

CLARA CHI ERA

Solitudine

Depressioni
umide

Pesanti inquietudini
notturne

Schumann
suona al suo piano

Dietro la tenda

Nascosto

Compassionevole

Un violino
tiene compagnia

In camera

APPUNTI

Rassegna stampa
bella voce femminile
cavernosa

Per radiotre

Di sinistra-sinistra
eppure mi irrita

Fuori

Ho chiuso in faccia
il cancellone
ad un poverissimo
dalla mano tesa

OCCITANO

Strano

Nuovo

Sapevo
cos'era

Sentivo

Nell'onda
pareva andassi

Violino
fisarmonica

Voce di donna pagana

Il mio nome
soffocato

Tremante pareva

A tratti
venire

Fuggito

TI CONDURRO' PER MANO

Lungo stradine polverose
lontane
piene di bimbi
potrai giocare
confonderti

Toglierai le scarpe
correndo scalza
le piccole tue mani
cercheranno sassi
e come un ragazzaccio
negli stagni

SENZA BANDIERE

Qualche scuro
di vecchio legno
comincia a sbattere
sui muri del cortile

E' presto
forse
ma non per me

Lontano
pare
un rumore di macchine
di tanto intanto
comincia a svegliare

LETTERA A MIA MADRE

Forse
mamma
le tue salate lacrime
secche
analfabete anche

Non son bastate il debito a pagare

Stracciona
nascosta sempre
cosa mangiavi
non so

Hai dato
dato
sempre e solo dato

QUALE FUTURO

Le stagioni delle pioggie
quelle belle pulite
che lavavano tutto

Non c'era schiuma per terra
sono finite pare

C'era una volta il sole
veniva timido
d'estate

Albinoni

PIOVERA'

Sotto il celeste Burka
ho riconosciuto Rita

A Piazza Vittorio
gestiva una vuota bancherella

Bianchissini denti
certo pescati
negli abissi dell'Adriatico

La pelle liscia
scorrevole

LITE

Nella secca ormai
l'acqua s'è ritirata

Resta la bandiera scolorita
zuppa

Divorata da troppi insetti

Rapidissimi

Quasi gialli di colore
come i capelli di Aroldo

FORSE

Mai certezza
illuminata
orgoglio
entusiasmo

Passo Ponte Mulino
vado in centro

Centro

Per portici
storiche vie
rasento porte blindate

Banche a sinistra
banche a destra

LETTERA DI UN AMICO

E' Pietro Randi

Poche righe
ordinate
eleganti

Sento
l'affetto di un Signore

Ringrazia per gli auguri

Dice parole da libro

Sorriso educato

La bici

Ricordi non detti

Feste

UN SOLDO

Senza una lacrima
rumore alcuno

Di primo mattino
in una sciatta piazza

Nessuno vide
il nostro addio

Ognuno per conto proprio

Il Don Chisciotte
sotto il braccio
mi accompagnò

SOLITA ORA

A Ponte Molino

Balzano al nido
piccioni festanti

Nessuno
proprio nessuno

Solo due suorine

Veloci corrono al Carmine

La strada bagnata
quasi si scivola

Fermo
guardo nel rivo

LORENZO CREMONESI DA KABUL

Periferia notturna

Luci confuse
fari di auto nel cielo
lontano

Spari

Allegra gioventù
alto borghese
seduta al bar

Ridono
le ragazze
mostrano denti
forti
bianchi

RITORNO A CASA

Il telefono non suona

La cartolina da Berlino
mi ha scaraventato
nudo
tra la folla

C'è un interno asettico
verde
minimale

Quattro persone dissertano
con gli occhi
sulla vita

IL SOFFIO DI GIULIETTA

Notte pulita

Non tira vento
dentro il Cortile
del Palazzo Ducale

Urbino

L'uccellino
ha posato un biglietto
sulla pagina aperta
proprio sopra la lacrima
persa
un attimo fa

GIOCHETTO

Questa sera non verrò

Ho trovato un messaggio
incomprensibile
stilato sopra un foglio
sgualcito
senza data

Chi l'ha scritto
aspetta ancora
la risposta

C'è un disegno
ambiguo

ITALO MORETTI

Gridavano pianissimo
l'eterno lontano
pesante lungo dolore

E lui davanti
mano nella mano
la nipotina orfana
stringeva

Una lingua di origini antiche
come dialetto

Ho creduto di vedere

SVANITI COLORI

Ancora agitava
leggera
colorate piccole ali
la farfalla di seta

Fatica pareva

Addio voli sui rami
sotto il sole di maggio

Una mamma
allattava il suo bimbo
all'ombra di un pino

NON TI MUOVERE

Calma
stai calma
rilasciati

Non temere

Sarò leggero

Come se fossero
ali di farfalla
toccherò i tui seni
piano piano
sino a vederti
chiudere gli occhi

Aprirai le labbra

CAPIRE

Non voler sentire
cercare una scusa
illudersi

Verrà
sperai

Verrà
magari un giorno

Mi spiegherai

L'assurda pretesa
stesa al sole
sul molo di Trieste
al marinaio
reduce da Itaca

SILENZIO PESANTE

Non è giusto
Anna
una signora non fugge
Anna
una signora non tace
Anna
una signora non si comporta così

Hai calpestato i sentimenti
miei
distrutto giorni
ridicolizzato

NON ERI TU

Ho provato
a cercarti
sul tuo cellulare

Non ho mantenuto la promessa

Non sapevo più che fare
pensare

D'istinto ho compilato il tuo numero
quello personale

Subito voce di uomo

AMORE BORGHESE

E chiamalo pure così
come ti pare
come vuoi che sembri
come vorresti
sotto la pelle sentire
di notte
di giorno

Quando correvi irrequieta
Parma
Parigi
nei libri
il Maghreb

ANNA NON E'

Piombata di corsa
appena due ore

Una scusa
inventata capita creduta
così come follia comanda

Posso affrirti un caffè
alla Wiennese
disse

Sono Anna

Emozionato quasi perduto

NON SO

Chiedesti tregua
per fare il punto

Tregua da entrambe le parti

Niente telefono
scritto alcuno

Silenzio e pensieri
separati
sì che tu possa serenamente
decidere
sull'amicizia

DONNE

SMILE

La Signora dai capelli turchini

Segolene Royal

Madame Bovary

Una gita a Venezia

La Wiennese di ritorno
per breve pausa

Partenza per Parigi

Arrivò Anna

ABBI CURA DI TE

Significa
saricare ogni resposabilità
sentimento
mendace
perfido gioco

Così
mi lasci
salvaguardi la tua dignità

Tornerai a sembrare una signora

Bugiardo addio

Quell'infida frase

LA VOCE DI CECILIA

Era Fregene al tramonto
quasi settembre

L'onda
all'acuto di Tito
si fermò
" O sole mio "
il cerchio rosso
inorgoglì

Sorrideva Cecilia
l'azzurro fazzoletto
fermava i capelli
suoi

LO SGUARDO DI ANNA

Sento il sorriso
tuo lento
breve
discreto
educato
profondo

Un assillo

Cosa posso offrirti
darti

Tutto
anche quello che non ho

Raccolgo dentro una borsa
i libri più cari

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