dario.petrolati's blog

PIANGERE PER CHI

Hai ragione
non firmarti

Anche senza nome
iniziali scolorite
ho capito

Temi di avermi deluso
pare quasi
ti sia caduto il mondo addosso
e pure peggio

Influenzata
affascinata

UNA GIORNATA SENZA TITOLO

Alla Stazione giusto giusto

Lavori
transenne
poliziotti
turisti
zaini e valigie

Non c'è più l'edicola
in quel posto fisso
ove andavo
a corteggiare libri
nelle vetrine
accatastati

BLOCCO BIANCO

Solo un puntino
immaginario
sul bianco foglio

Forse nemmeno

Parole non dette
desiderate
attese

Quali non so

In mente confusa
pigiano
inevolute emozioni

Un disco riprodotto

TERGESTEA

Dopo l'edicola
a sinistra
eppoi avanti cento metri

Eri lì sola ad aspettare
un'ombrellino cinese
e pioveva

Vidi
stivali belli neri
quelli militari
lunghi
sproporzionatamente

NON POSSO DIRLO

Nemmeno pensare

A disagio
uno strano stato d'animo
come se fossi colpevole
avessi rubato
negato
mentito

Invece son io
che ti faccio sentire
innalzata
immobile
sul piedistallo

GIULIANA DA ARQUA'

A casa di Francesco
provvede un Signora
per metter ordine

Quando Il Poeta
vaga sui Colli
a rubar immagini
ispirazioni

Giuliana provvede

Sfoglia
legge
uno ad uno
grandi e piccoli

17 NUMERO DISPARI

Tra superstizione e fede

Sento e mi pare
allora
cosa vuol dire
significa
dubbi
incertezze

Ognuno la sua strada
toccandosi
le corna
con le mani in tasca

Tutto o quasi

PRATO DELLA VALLE

Dicono sia grande

Come la Piazza Rossa
quasi

E' la mia testa
sono le dita
il cuore mio

Solo immaginato

Umidità
nervosismo

Statue inespressive

Lampeggia
lampeggia

FIATI DI PARMA

Ore dodici domenica

A radiotre in diretta dal Quirinale
trasmettono musica di Strauss

Sembra
ma non è
una banda che piange

Piange la sconfitta
del proprio Paese

Eterna caduta

PASSATO

Lo senti nevvero

Lo senti il coraggio
che non ho

C'è solo viltà

Paura

Sconfitte

Da sotto i Portici
di Via Beato Pellegrino
pare arrivare una ventata

Leggera
come la tua voce

PIOVE

Messaggero d'amore

Amore bambino
pulito

In fascie
profumato
leggero
conteso

Sgozzato
invece

In sacchi neri
sparsi
nel parco

I resti

Troveranno cibo
cani randagi

LETTERA PELLEGRINA

Andrò
dal barbiere

Assieme ai capelli
farò tagliare
ricordi sgualciti

Inchiodati sulla pelle

Mescolati
tra pulci e zanzare

Con la scopa
svelto
incoscente

Assieme
brillantina

OGGI ANDIAMO AL CIRCO

Sui muri di città

Per le strade
manifesti colorati

Dal
al
in :

Arriva il Circo

Fondi gialli di carta
scritte rosse
indispensabili

Si vede da lontano

LARGHE SPALLE

Sciocca espressione
vuota
bugiarda

Senza paura
coscienza a posto
nessun torto ad altri

Il privato è salvo

A ciascuno le proprie cose

E se non ci fosse

ADESSO

Sotto i portici
di Via Beato Pellegrino
all'inizio

Dopo il Kiki Bar
un giardino prigioniero

A volte si apre il cancello

Vedo il verde del prato

C'è la vetrina della libreria

PAROLE SENZA RITORNO

Era un libro di Bataille

La copertina bianca
lucida
con qualche impronta

Distratto

Un gesto insensato
come tanti pensieri
che a volte ci cadono addosso

Subii

Dopo

SENZA CELLULARE

Perchè

Ho creduto opportuno
iniziare così
questa mia

Non so dove andrà

Se basterà per
azzerare le tue preoccupazioni

Chè se debbo contribuire
a complicarti la vita

COME MAI PIU'

Domeniche settembrine
lungo Viale della Vittoria
sino al Passetto

Alte risa
delle ragazze
dalle gambe lunghe
si confondevano
su gli alberi
di Piazza Cavour

Dal moscone
ed anche più su

SOSTITUTO

Incongruenza
essere stato

Libriccino
Adelphi
color rosa pallido

Dodici pagine

Ch'è bello esistere

Tutti assieme
amar
felici

Se le cose stanno così
io
non desidero più

ERA UN DISCO DI VITTORIA MONGARDI

Sembrava protetto
dalla borsetta estiva

Un vecchio semplice disco

Canzonette

Mesto
lo sguardo al Faro

Sola

Cadde per terra

Distratta

Percosse
con sfinito gesto

LA PASSEGGIATA

Nel sole

D'estate
o d'inverno

Pareva caldo

Freddo

Non so

Sentivo

Inquietudini

Musica sacra
profana

Odore di donna

Agar
mi prese la mano

Terra
come tappeto

CLARA CHI ERA

Solitudine

Depressioni
umide

Pesanti inquietudini
notturne

Schumann
suona al suo piano

Dietro la tenda

Nascosto

Compassionevole

Un violino
tiene compagnia

In camera

APPUNTI

Rassegna stampa
bella voce femminile
cavernosa

Per radiotre

Di sinistra-sinistra
eppure mi irrita

Fuori

Ho chiuso in faccia
il cancellone
ad un poverissimo
dalla mano tesa

OCCITANO

Strano

Nuovo

Sapevo
cos'era

Sentivo

Nell'onda
pareva andassi

Violino
fisarmonica

Voce di donna pagana

Il mio nome
soffocato

Tremante pareva

A tratti
venire

Fuggito

TI CONDURRO' PER MANO

Lungo stradine polverose
lontane
piene di bimbi
potrai giocare
confonderti

Toglierai le scarpe
correndo scalza
le piccole tue mani
cercheranno sassi
e come un ragazzaccio
negli stagni

SENZA BANDIERE

Qualche scuro
di vecchio legno
comincia a sbattere
sui muri del cortile

E' presto
forse
ma non per me

Lontano
pare
un rumore di macchine
di tanto intanto
comincia a svegliare

LETTERA A MIA MADRE

Forse
mamma
le tue salate lacrime
secche
analfabete anche

Non son bastate il debito a pagare

Stracciona
nascosta sempre
cosa mangiavi
non so

Hai dato
dato
sempre e solo dato

QUALE FUTURO

Le stagioni delle pioggie
quelle belle pulite
che lavavano tutto

Non c'era schiuma per terra
sono finite pare

C'era una volta il sole
veniva timido
d'estate

Albinoni

PIOVERA'

Sotto il celeste Burka
ho riconosciuto Rita

A Piazza Vittorio
gestiva una vuota bancherella

Bianchissini denti
certo pescati
negli abissi dell'Adriatico

La pelle liscia
scorrevole

LITE

Nella secca ormai
l'acqua s'è ritirata

Resta la bandiera scolorita
zuppa

Divorata da troppi insetti

Rapidissimi

Quasi gialli di colore
come i capelli di Aroldo

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