dario.petrolati's blog

RITAGLIO DI GIORNALE SEI FEBBRAIO 1962

Rivendicazioni salariali
paura

La paga in lire
a Padova

C'è rischio che...
pare

Speculazioni edilizie
evasione fiscale
una mozione parlamentare

150 posti di lavoro a rischio

Su questo foglio incollato

NOTTE SUL GOLFO

E'
il mare
in amore

Luccica
brilla

Taglia
la scia

Vola

Non scotta
quasi rosso

Riflette la luna

Ricorda il sole
del giorno prima

Pare l'acqua
avere l'anima.

Padova 26 settembre 2007

POLVERE E SOLE-BUCHE E PIETRE ANTICHE

Grazie

Oggi sento il cuore allegro
gonfio

Gioia
confusione leggera

Sarà questo giorno
pieno di sorrisi
gentilezza musicale

Grazie di esistere

Quando arriva una mia riga
anche la pausa

PARIGI VERRA' SETTEMBRE COSE

Scenderò dal treno
alla Stazione Pricipale

Con ancora in testa
ornamentazioni di Corelli
qualche riga sgualcita della Ortese

Vedrò bancarelle piene di libri
lungo la Senna

Mi fermerò sotto la Torre

LA MOSTRA DELLE BAMBOLE

Alla Rocca
dentro celle e saloni
stavano esposte

Ho cercato
immaginato
duelli
rincorse
fughe
gridi

Voci dipinte
fantasticherie sul Valentino trappole
veleni

Sparse per terra
freccie insanguinate

LA PIOGGIA NEL CIELO SOSPESA

Dorme a quest'ora
il vecchio operaio

Riposa

Si gira
rigira nel letto

Non sa che il suo sogno
le lotte
la vita
le paure tutte
nessuno vedrà

Ho conosciuto quest'omino
timido
schivo

RICORDI

C'era stato un nome

Non conosceva parola alcuna
Rime e Ritmi

Oppure Rimbaud solo
capiva

Sguardi lunghi
pesanti
lasciavano ombre
nella notte bagnata
di acqua salata

Senigallia d'inverno

POCO PIU' DI DUE STANZE A TARDA ORA

Senza mai
le braccia tendere

Ho vagato
nelle stanze
per notti
notti
e ancora

Non un libro
un fiore
intralciarono
i passi miei

Silenzio

Senza timore
ho volato

Per tempi sconfinati

ERA LA MIA VITA A ROMA

Chiusa la finestra
nessuna nota
in strada

Solo silenzio grigio

Fioche luci agli angoli
per improbabili pensieri

Quella stanza con tanti libri
armonie
soffocati amori

Al quinto piano
cento scalini

BUTTATO VIA

Senza Bora

Aiuto di antichi versi
stampati sul libro del cuore
vedo
sento
l'astio pesante
la solitudine nascosta
vigile

Pronta a colpire
con forza vigliacca
furiosa
me
da solo

FOGLI DI GIORNALI AI VETRI

Sempre

Si usciva dall'ufficio
tutti assieme

Piazza Venezia
pareva un mercato
per il gran ridere

Quelle sera
cambiai strada

Casa nuova
in Via Casilina

Una famiglia appena composta

VERRANNO I COLONNELLI

Così com'è
quasi aspettasse un segno

Nel buio dell'antro
esigua fila
divisa da corda marinara

C'è chi va

Viene

Riconosco appena
i posti dove giocavo
bambino

Un'ombra
come le vedove

LA NUOTATA DI PORTO BRANDAO

Tra i fiori del Mincio
riemersi

Presi fiato
percorsi sottacqua
i canali
attorno Palazzo Ducale

Udivo
il passo delle Signore
sopra

Dal Broletto
ammiravo la Facciata dell'Alberti

DOMENICA DI MAGGIO

A Castelfranco
una ragazza in jeans
vola di gioia

Sul palco dell'Accademico
a braccia aperte
lancia un grido

Tiene quell'accordo dispettoso
di Teleman
che ad ogni costo
non voleva saperne

I POLSI DI CLAUDIA

Arrivano

Eccoli

Arrivano
i giovani

Scompare
la cupa
ombrosa malinconia

Nuotano
nell'onda immaginata
di Via Beato Pellegrino

Sorridono al cielo

Volano spruzzi
bianchi

EROS E THANATOS

MARIA
sei sbucata improvvisa
ridendo
hai fatto un salto
addosso
quasi cadevo

Proprio all'angolo di Via Beato Pellegrino
davanti la libreria
sotto il portico

E profumavi
e sapevi di mattino fresco

FIORE BIANCO SULL'0RTO

Manca qualcosa
stamattina

Pari le seggiole
attorno al tavolo

Odore di vino svanito
sui fondi dei bicchieri
carte da gioco
sparpagliate

Sporche
bagnate
sbecchettate

Gioco lasciato a metà

RIAPRE LA SCUOLA

Daccordo col sole

Sorrisi lunghi e maliziosi
Vissuti
quanto Via Beato Pellegrino
colma
di ragazze e ragazzi

Aspettano

Di colpo
spalancano i Portoni del Maldura

Manca il fiato
a guardar dentro

LIBRO

Non so perchè

Vagamente ricordo

Era un angolo qualsiasi
una casa abitata
solo d'estate

C'erano pini
aiuole
sabbia

Turisti distratti

Fu proprio li
al Lido di Venezia

Un negozietto

MEZZOGIORNO IN VIA BEATO PELLEGRINO

Mattina assolata
pare primavera

Invece arriva autunno

Odori
profumi
bianco dei pantaloni
a vita bassa

Attesa allegra
aprono
I Portoni del Maldura

Ci scaldiamo come gatti
all'ultimo raggio di sole

TREMARE PER L' EMOZIONE

Attende precisa
educata
immobile

Eppur si muove
la figura specchiata
sulla vetrata della Wiennese

Taglio di capelli
come Valentina
Spruzzati appena
da un grigio
senza età

Vestito verde

OMBRE DELLA LUNA SUL BALCONE

Piccolo
semplice

Di quelli che si trovano alle fiere
o
si regalano alla prima comunione

Quasi un rosario da bambina

Un braccialettino
Eppure mi ha turbato

Come un avviso

Tentativo nascosto

VANNA COME ANNA

Vanna non sa

Ragazza innamorata
allargava le braccia

Roteava gli occhi celesti
scappava per farsi
subito prendere

Credeva la vita
il futuro sarebbero stati
sempre
solo giochi leali

Vanna non sa

UN SOSPIRO NEGATO

Grazie Signore
grazie davvero

Si ferma
si gira
davanti la porta

Ed io
che le ho ceduto il passo
mi accorgo poi
che è solo una bambina

Sorride con malizia
da donna

Desidera
vagamente

S I L E N Z I O

Scorsi in fretta
i titoli
di qualche giornale

Un indifferente sguardo
a manifesti
confusi
appiccicati

Si vende
si compra
svaniscono colori

E'sabato

Molti fingono di dormire
un'ora in più

ESPLOSIONE

Senza sapersi controllare

Finalmente
da vicino
ci siamo rivisti

Eri passata in macchina
veloce
già due volte
dal tuo ritorno

Parigi
come ti ha accolto
non so

Adesso ti vedo intera

UNA MATTINA DI FUTURA PRIMAVERA

Un ragazzo catalano
con la chitarra di traverso

Morde le corde tese
l'unghia del mignolo

Non si spezza

Chino sulla cassa
cadono lunghi
capelli neri

Invocazioni
spari

Raphael Alberti

CHIARA DELLA FEDERAZIONE

Chiuso il cancello

Pesante il portone di legno

Tutti via
Qualche lacrimuccia
c'è chi frigna

Tirano per mano
le giovani mamme
nervose
i bimbi che s'impuntano

Le auto son pronte a sgommare

DENTRO IL LUCCINI

Non cade

Sospesa rimane
la polvere antica

Sfoglio

Leggo mi pare
questi vecchi libri

I pensieri corrono
fuggono per aria

Ovunque si perdono

Lacrime secche di madri

Raccomandazioni ai figli studiosi

UN GIORNO DOPO L'ALTRO

Quando mi sveglio
la mattina
lento un pensiero
confuso
m'inchioda

Vite perdute
desideri
paure

Stringo le tempie
tra i pugni
socchiudo gli occhi

Se c'è un pò di giorno
scivolo giù

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