dario.petrolati's blog

LUCCIOLE E FARFALLE A PIAZZALE MAZZINI

Discreto un piede
nascosto quasi
dalla buia siepe

Sorriso negato
Bianchi pantaloni
stretti alle caviglie
Mano scarna
ospita
accarezza
ali a riposo

Parlano piano
misteriose-colorate
piccole luci

LA SUORA VECCHIA

Attaccata al bastone
incespica lenta

Fuori dalle righe
attraversa la strada

Le Campane del Carmine
rompono l'incipiente calura estiva

Da qualche mese la giornalaia è morta

Una giornata lunga e nervosa

IL NOSTRO CORTILE

Nel pomeriggio di quell'estate
suonava Luigino
in Santa Francesca Romana

Rideva sempre
come i bambini esagerava

Sognava donne sposate
e sempre belle

Voleva una vita esagerata
Un giorno invece

UNA GIORNATA AFOSA

Sono passato per Ponte Molino

Ho cercato sul greto
il piccolo pupo
che gettasti per gioco
quando eri bambino

Un sussurro pianissimo
come preghiera islamica
mi ha scosso

Sotto i Portici
per le Piazze

SILVIA SE NE VA

La Signora dai capelli rossi
la Signora della Federazione
quando saluta
sorride discreta
Sottovoce

Stamane
mentre saliva la scala traballante
mi ha anticipato
il suo addio

Andrà a lavorare altrove

PASQUALE CARRARO

Da te ho imparato
cosa significano
rispetto
lavoro
dignità

Seduti in auto
od anche su una panchina
con calma e pazienza
mi raccontavi
la storia della tua vita

Uomo-operaio
sindacalista-politico

UNA SERATA FRA AMICI

Il peso del passero recanatese

Ho visto
leggero oscillare
sul palmo di Luciana
Secche zampette tese
tutto bagnato
supplice
impaurito

Nel becco un filo d'erba
dei Colli Marchigiani
Negli occhi

UNA SUORA DI VIA PELLEGRINO

Corre garbata
la giovane suora
Dritta come un fuso
coi giornali
stretti
sotto i gomiti

Rancori-desideri-amori
sopportazione
Cosa mai frullerà
dentro la sua testa
proprio non so

Svicola sotto i portici

QUATTRO VECCHIE CARTOLINE

Descrive con passione
Rosetta sorride
Indica con l'indice la scogliera
pini salmastri
il faro con porto canale

E quì e poi quì
le gira tra le mani
prima di donarmele

Crede io veda i suoi ricordi

FEDE DI CORSA

Rallenta in curva
converge su Piazzale Mazzini

A quest'ora
stupido cielo
Informi goccie
bagnano appena

C'è solo afa

Maestoso
il Carmine
ha già i portoni aperti
Non anima viva
che entri od esca

IL CORTILE SEGRETO DI VIA BEATO PELLEGRINO

Poeta mi dite

Un sorriso buono
commosso
Bravo
ancora avanti

Versi
pensieri
sensazioni lontane
tornano a galla

Su la scala
una figura confusa
do colpa al sole
Lacrimano gli occhi

Inutile asciugarsi

PROFUMO DI FUMO

Bizzarro è l'aggettivo
mi frulla in testa
di continuo

Nascondo angosce
sorrisi
strette di mano
sempre ripetute

Dimenticanze
saltelli per le scale

La casa brucia

Via Petrarca
sino a Ponte Molino

LO STRANIERO

Nella notte
umida e scura
nemmeno un cane
attraversa la strada

Accucciato sullo scalino
di un vecchio portone
scanso un avanzo di vita

Sarà un curdo
un pachistano
non so
Di certo un estraneo

CAPORALATO DUEMILA

Appesa ad un filo
la vita dei senza nome

Mani spaccate
sporche
di sangue e lavoro

Sotto i portici
nascosti
nel buio
Aspettano un furgone

Corrono ai cantieri
Lavorano lontano
sparsi
per periferie

ALLA WIENNESE C'E' SEMPRE LEI

Sotto il vestito
nulla

La tazzina di caffè
alle labbra

Mi ha puntato gli occhi neri
addosso

In un lampo
senza parola alcuna
un sorriso profondo
ha mostrato i bianchi denti
forti
come di chi mangia carne cruda

ALLA SOLITA ORA

Notte
ancora per poco

Superato il semaforo della SAIMP
dov'era una volta
la Fornace Morandi
si spengono le luci di città

E' questo il confine
di periferia

Quando arrivo a Piazzale Mazzini

ALLA WIENNESE

Lunghe caviglie
lunghissime
strette come punte di spilli

Bianchi pantaloni
fianchi
coscie
nascondono forme
Come Nausicaa

Perle strette
uguali
rubate agli abissi
i suoi denti

Non suoni

HO CAPITO

Stamane non c'è fila

Complice l'umidità
appena si scorgono
le facciate e i tetti

Immagino
la Cupola del Carmine

Dentro la Wiennese c'è Lei

Un vestito leggero
bianco e sottile
Traspare arrogante

LA VOCE DI CLAUDIA

Sfoglia
disegna
pare

Accarezza libri

Lunghe dita
esagerate
Come farfalle
sfiorano l'aria

Muta
la voce
racconta storie
avventure
passioni
terre lontane

Nello sguardo
dal fumo nascosto

IL CORTILE INDIFESO

E' deciso
esigenze strutturali
edificabilità

L'Albero
verrà abbattuto

Troppe foglie per terra
ombra
quanta
Fra mattoni e cemento
il suo diritto di esistere
non ha più senso

Dà fastidio

LE SIGNORE DEL CENTRO

Pallide
più della morte

Alte
sino a toccare gli archi dei Portici
Uscite forse
dall'Antologia di Spoon River

Eleganti
negli abiti scuri
fanno la spesa
tra i banchi delle Piazze

Torneranno a casa

IRENE PERCHE'

Una manciata o poco più
di segatura asciutta
Due secchi d'acqua

Ti sei portata via così
ansie
sorrisi e ricordi
I vestiti stretti e vivaci
il colore della tua voce
il mondo tutto

In quella macchia sola

IL GHETTO

Nel vicolo
umido e solo
piange sommessa
una viola d'amore

Porte e finestre
non si aprono più

Ho creduto di vedere un'ombra
discreta

Nessuno calpesta il ciottolato
Non bici
una scarpa

ATTORNO AL CARMINE

Questo cielo

Le nuvole
mi paiono strane
minacciose
Sempre più grigi
i muri della Chiesa

Piccioni in fuga
scappano a Venezia

Solo io
quì
Guardo intorno

Tenebrosa
bellissima
tarda la Città

IN CITTA'

Sotto i Portici
di Via Beato Pellegrino
c'è pure un bar Tavolacalda

A mezzogiorno
i muratori
masticano pane e frittata
Mani impolverate
stringono golose
il buon mangiare
Bevono mezzo litro

IL MIO CORTILE

Quel piccolo segno
di lacrima vecchia
leggera
sul volto stupito
la goccia lavò

Notte
Sogni e paure
d'infanzia perduta
la luna nascose

Carpì
una mano
la rosa distratta
Sentì forse
qualcuno

INTRUSO

Girarsi dall'altra parte

Doversi ritrarre
per l'aspetto trascurato
di fronte la Signora della Wiennese
che mi porge compita
la tazzina di caffè

Sentirsi sporco
quando ti passano vicino

Le vedi

VIA PETRARCA

Tanto compita
fianchi larghi
magri
Sorriso
appena accennato
Gomiti sempre stretti
Mani bianche e lunghe
Voce quasi orante
pare

Esagerato peccato
fatto donna

Scende tre scalini
viene in strada

ALLA WIENNESE

Come fosse sognata

Angelo
Demone

La sento vicina
di prima mattina

Scuro il vestito
corto
Lucida
quasi ombra
la Sua pelle
Capelli blu notte
Attende imperiosa
il Suo caffè

Attorno c'è sempre posto

DIARIO QUOTIDIANO

Il pianto nascosto
di un'anima pura
Sino in Piazza del Carmine

Qualche inquieto piccione
saltella
sulle umide pietre
cercando cibo
avanzato

I semafori sono ancora spenti
rare le macchine

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