dario.petrolati's blog

ODORE DI SUGHI

Stasera fa freddo
Sotto il tendone
allo stand dei libri

Hanno mangiato
ballato
Passano di corsa
vanno a casa

Si ride poco
in mezzo al verde

Si sente la fisarmonica
laggiù nella pista

DOPO PONTE MOLINO

Mi dice Sonia
che dopo la guerra
a destra
c'erano vicoli

In casa
le donne
si autogestivano

Anche per povertà
si vendevano

Complici
i mariti

"Fuori fioi"
Uscivano i bambini

Scansavano le tendine

PASSO POI " SPETTAMI "

E' Cinzia
in jeans
scarmigliata con cura
Le mani in tasca
prigioniere

Sta ferma
di profilo
mi scrive la sua E-mail
Io ci pasticcio

Quando Cinzia ride
resta seria
Quasi pare Parigina
fuggita

LA RACCOLTA DELLE FIRME

I Referendum
Poi

Prima si corre
a mangiare

Gli gnocchi
così profumati
si sentono sin qui

Dopo
dopo
Finito il ballo
Quando "torno" indietro
allora firmerò

Ma quanta fila
lunga
Più della fame golosa

DOUCE FRANCE

Avanza convinta
una signora
verso la pista lucida
dal fondo quasi metallico

Ha voglia di ballare
il tango

Si è paludata
con gonna rossa
lunga
sino ai tacchi
quasi

Pare una bandiera

FESTE DI POPOLO-FESTE DI PARTITO

Riccioli neri

Poco più che infantile
il sorriso

Fisico da spiaggia

Ha scelto due libri
Storie di Lotte Sindacali

Che strano
chissà
come mai

Perchè?

Sorriso pulito
leale

Oscilla

EUFORIA INSIPIENTE

Pare addormentata
la lucertolina
nel cortile

Poi scatta
improvvisa

Tenta la via della salvezza
C'è un buco nel muro
prende la mira
s'infila

Incastrata
sbatte la coda
sempre più rapida

IL FIGLIO DI NADIR

Ho conosciuto stamattina
il figlio di Nadir

Accucciato nel giardino
tra giochi e giornalini

Silenzioso

Non era arrabbiato
solo malinconico
I suoi amici
sono andati tutti
al mare

Si chiama Dario

LA SPESA PER SMILE

A quali passi
non so

Tra vetrine
bancherelle
sotto i portici
belli-pieni

Luminosi
come per Le Feste

Erano in molti
Pacchi
pacchettini

Dentro un borsone di plastica
ho raccolto
quanto Le piace

IL COMPLEANNO

Senza storia
giustificazione
scusa alcuna

Come nascosto

Sulla celletta del frigo
un piccolo fazzoletto
bianco
teso-gelato

Sempre pronto

Ogni improvviso
violento
mal di testa

E'lì

E' STATA UNA AVVENTURA

Appoggia la cartella
da studente

Pelle nera
lucida
semplice

Contiene compiti
appunti
progetti
pensieri scritti

"Passavo di quì"

mi dice

"Ogni volta
che vado al Maldura

LUIGI MENEGHELLO

E' vero
fa caldo
anzi caldissimo

Un'afa
ti prende alla gola
Vuol dire
che si può morire
così
in modo insignificante
come se fosse normale

Niente titoloni

C'è la campagna acquisti
giocatori di pallone

INCONTRI ALLA WIENNESE

Sorriso di cortesia
piegata
verso l'anziano cliente

Parlano piano
quasi sussurro
come se ci fosse bisogno
di un bagno

Un poco più forte
poi

Saluti
Auguri
Buon giorno
Grazie

A me vicino

PERIFERIA NOTTURNA

Sembrava mi chiedesse sempre

Almeno credevo

Parlava poco

Davanti la bottega del ciclista
od una traversa del Corso

Alla fine dei Portici Ercolani
poco illuminati

Scordavo la puzza del Misa

CATALOGAZIONE IN ALEPH

Agita
braccia assolate
Leggere

Nervose dita
anelli stretti
girano
girano

Quasi in aiuto
alla voce che spiega
ma non arriva

Terminologia
affatto umanistica
parole tronche
radici inglesi

ERA UNA RAGAZZA INGLESE

Questo sdrucito libro
sottolineato sempre
con cattiveria
rifiuta le mie carezze

Ecco non vuole disporsi
farmi capire come e perchè
la sua padrona
era così inquieta

Vedo l'impronta di una tazzina

DANTE VENIER CHI L'HA VISTO ?

Vendeva libri
Era il 68
A Piazza San Babila
Milano
Corso Monforte

La Libreria ove conobbi Del Buono

Sulla copertina disegnò
Oreste e Dario
"Per Pura Ingratitudine "
uno schizzo rapido
spiritoso

UNA PRIMAVERA CHE RICORDO

La bottegaia e lo spazzino
il giardiniere ed un bambino
Qualche curioso
vecchio di certo

Pochi eravamo

Io solo
bambino
bambino

Nemmeno la mamma
un amico

Durò tutto poco
pochissimo

ANNA POLITKOVSKAJA

Ora cammina sola

Capelli liberi

Sapiente
cornice del bel volto
severo
scrutatore

Dietro la leggera montatura
guarda

Conosce la mano assassina

Sa
non ha paura
Fissa
con sano orgoglio

LA FINE DELLA GUERRA A PIAZZA PADELLA

A lei portavo libri
per lei coglievo fiori
con lei guardavo il cielo
a lei regalavo stelle

Foglie secche di prato
versi sciolti dalle onde
mura di case piccole e colorate
strade strette,senza toccarsi,

MORETTA BELLA STUPIDINA

Ciao
sono Francesca
Disturbo ?
Chiude
nasconde il cellulare

Sorride vogliosa
parla
come respirasse
piano

Soffia sesso

Il ragazzotto
le accarezza il seno
la tocca
Francesca sorride
si allunga

VIAGGIO IN TRENO

Aveva polsi sottili
la ragazza
salita a Pesaro
Caviglie elastiche
lunghe
strette
come quelle di Wilma Rudolph

Capelli neri
ricci-ricci
lunghi
sino al collo

Scriveva
scriveva veloce

Ferma rigida

TRAMONTO SUL MARE

Dietro
c'è il treno
che passa

Sulla spiaggia vuota
sventola moscia
la bandiera rossa
Pericolo

Pericolo di cosa
come
quando
Non è ancora estate

Voci frettolose di ragazze
sempre più alte

LA STAZIONE DI BOLOGNA

Parte
arriva gente

I bambini sono a scuola

Pesanti valigie
gonfie
vecchi traslochi
Scalini
tutti bagnati
da incerta pioggia

Signore di mezza età
nessun aiuto
cortesia
Fretta di salire

LA FONTANA DELL'OCA A SENIGALLIA

Ferragosto

Bevo assetato
al sole di mezzogiorno

Gli altri
tutti al mare

La serranda dell'ultimo piano
socchiusa

E' il segno
posso salire

SMILE
sola
mi apre la porta

Già è pronta

M A R E I N B U R R A S C A

Il primo giorno del mondo

E' la tua pelle
Sfiorata
dai raggi del sole

Cristina
distratta
scordò

Sulla spiaggia
a Cà Roman

Dentro un capanno
a strisce

Caduto per terra
un costume

P A E S T U M

Era buia
davvero
quella trattoria

Antro da camionisti
con mosche
zanzare

Cosa ci fosse nei piatti
non ricordo

Si parlò
forse
si rise

Progetti sospesi

Piccoli sogni

Troppo tempo

RITORNO PERDUTO

Erano tanti
Conosciuti
Giovani ed anziani

Le ragazze
tutte assolate
con gli occhiali scuri

Una
Stava da sola
in ultima fila
Accanto la finestra
dalle bianche
lunghe
tende inamidate

ALESSANDRA

SMILE COME JEAN SEBERG

Scivola muta
la stazione orante
Occupa il piccolo spazio
limitato
di Radiotre

Pregano sempre
indifferenti
bugiarde
le voci irose

Sparisce
il giovanile concertino
di Schumann
Inutile
ogni tentativo per salvarlo

SPOSALIZIO DEI RAGAZZI

Tutto cominciò così
Quella mattina

Prima del matrimonio
di Toni
Era tardi
la barba lunga
non fatta
da una settimana
e più

Agitato
chiesi il solito sedativo

No

Disse no

Sbattè la porta

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