dario.petrolati's blog

OPPRESSIONE

Lontano

A piedi
a cavallo
Sempre si spara

C'è anche chi muore

Occhi al cielo
Volti
sciacquati solo da lacrime
tanta polvere
invece

Non ci si lava

Mangiare

Papaveri e terra

IL RAGAZZINO IMBARAZZATO

Col libro in mano
pacchetto regalo
per i suoi dieci anni
Riccardo mi guarda

Volto delicato
occhi femminei
lunghe ciglia
belle
Pare la Sandra

Grazie
poco convinto
Un bacino sui capelli
lunghetti

ALBERO SENZA NOME

Risate
Ridere
od anche sorridere

Sulla tribuna
giovani mammine
chiacchierano

Fischiano
i cellulari

Lontano
nel campo
i figli
giocano a pallone

Unico

Copre la palestra
quasi
pieno di dignità

SINFONIA LONTANA-PICCOLA MESSA ARRIVA............

E' notte
ancora

Più tardi
molto più tardi
giorno verrà

Sarà
Non so come

Intanto copre
una voce sconosciuta
in francese
Le Foglie Morte
rumoroso
assillante
minaccioso
silenzio

NON LO DIRO' AD ALCUNO

Lungo i corridoi
le piene librerie
A sinistra il mio reparto
a destra quanto mi hai rubato

C'erano dischi
foto
ritagli di giornali
La mia vita nascosta
Ricordi
sparsi
divisi
nel tempo
Luoghi

CLARA DORALICE

Quel sorriso
dolce
colmo di tutto
Davanti all'ascensore
mi riempì con gli occhi

Tremante
le sue parole
arrivavano
ascoltavo
assorbivo

Madre
sorella
bambina

Quando la vedo
mi sento inadeguato

GLI AQUILONI DI KABUL

Seduti
ognuno col suo filo
teso
Sull'argine del Brenta
tanti colori
giocano nel muto cielo

Aspettano

Una lamentosa nenia
senza pianto
piano
piano
allaga

Ovunque

Viene più tardi
un camioncino

OGGI E' TORNATA NADIA

La ragazza
di Casarsa
dopo concorsi difficili
Prova e riprova
Non è convinta
soddisfatta

Assente
dal nostro posto di lavoro
da circa un mese

Ha suonato il campanello
sotto l'ombrellino

VOCE CHE LEGGE CALIGOLA DI CAMUS

Quel sorriso educato
arcuato
pare arcobaleno
Orecchini di perle
come occhi di Nausicaa
Profumate ciglia
di gioventù
Zigomi
bocca
immaginati
Capelli stirati
liberano
il volto

Ségolène Royal

GIORGIO CAPRONI SUONAVA IL VIOLINO

Lucido
posato sulla sedia
in cucina
l'archetto
sopra il tavolo

Pensava
poggiato alla finestra
senza vedere
panorama alcuno

Era da poco pensionato
maestro elementare

I bambini
l'avranno scordato

HO SCORDATO TUTTI I NOMI

Tardi

Dove non trova
la svanita goccia
posto
compagnia

Stitici pensieri

Luci di città
spente adagio
di nascosto
Silenzio
respiro fresco
violento

Da tremare

Pochi

Nessuno in giro

REGALI SGUARDI DESIDERI PENSIERI. LA PICCOLA VITA SARA'

Come due vecchi amici
ce ne andremo
piano
piano

Senza fretta
sficcanasando
in giro
per le zone pedonali

Attraverseremo Ponte Molino
un salto alla Wiennese
Piazzale Mazzini
Via Beato Pellegrino

CORSIA DELLE APPESTATE

Lamenti
pianti nel buio

Vergognosi
Gialli
di morte

Mamme
buttate per terra
Puzza
di sangue e latte

In fondo
lontano
giù
sabbia e vento
dal finestrone senza vetri
arrivano

Leggera e bagnata

IL TEMPO SI E' FERMATO

Corti capelli
alla maschietta
Jeans fasciati

Statura forte
elastica
ridente

Balla
a passi lunghi
guida la danza
stringe le cosce
Sicura

Giovane

Si può guardare
solo di nascosto
Che ti consuma

UN PANINO IMBOTTITO E COSI' VIA

Copertina blu
come i capelli
della Signora
Carta
debole
incerta
crespata un poco

Foto
in bianco e nero
sfocata
Da dopo guerra

Vicini
un uomo
una donna
Guardano l'obiettivo

LA PIPI' ADDOSSO

Piano
scrivo lento
Penso a ritroso
Mi manca il cappello

Faticano i ricordi
ad arrivare
Il sangue va piano
Confondo

Rido
indifferente
offeso
distratto

In questi giorni
arriva il saldo

LA PIEGHETTA NON C'E' PIU'

Dalla finestra aperta
è volato via
Era il ferro da stiro
mutato in bianca colomba
Ora è lassù fra le nuvole
ed anche più in alto

Stupita
Sandra mi guarda
Sente Riccardo che chiama
sotto in cortile

MADAME ROYAL

Si presentò
con un vestito bleu

Elegante
come la Signora dai Capelli Turchini

Sguardi
finzioni
sorrisi

Dopo le dovute presentazioni
strette di mano
piacere
piacere

L'orchestra cominciò le prove

QUANDO TORNERO' DA PARIGI

Ti prendero' per i polsi
Ci morderemo
leccheremo
come cani picchiati

Odorerò tutto il corpo

Su e giù
mirerò le cosce
divaricate
turgide
dipinte
Sfiorerò
solo
le forti
strette caviglie

UNA NOTTE D'AMORE A KABUL

Alla Wiennese
altrimenti
dove non so
la Signora dai Capelli Turchini
di prima mattina
beveva il caffè

Da troppo non la vedevo
Una sola volta
dopo Parigi
Ricorda Ségolène Rojal
Come lei dona un tocco

APPARENZE E INGANNI DELLA MIA VITA

A mani giunte
in ginocchio
dentro Il Carmine
Sorella Anna

Con le unghie rotte
una buca sulla sabbia
della spiaggia
a Senigallia
Alessandra eri tu

Con un bastone montanaro
dalle parti di Bassano

DISTRAZIONE GENERALE

Mozioni
correnti
Chiamatele come volete

Ad ore stirate
in città
periferia
luoghi sparsi
Non importa dove
nemmeno come
Tutti agitati

Il Congresso
è il Congresso

Seduta
da sola
davanti la porta del bar

VIVERE PER CASO

Scarabocchi
sotto il titolo
attorno
sopra
Segni a biro
di bambino

Per gioco
o per dispetto
lasciò
l'impronta

Distratto
il padre
non si accorse
interessi
bugie
vizi
La testa altrove

NOTTE

Dondolo piano
ritorno
quanto dopo
non so
Si sveglia la testa
perduta nel buio
Vuoto

Nulla
Nemmeno paura
Pensieri cancellati
dubbi
certezze

Sgradevole
lungo
può darsi
Il cervello si è fermato

LUOGHI

Pare dimenticata
Colma di misteri immaginati
fascino
ritrosia
volgarità
profumi

Storta
come una biscia
dalla pancia bagnata

Da Piazzale Mazzini
alla circovallazione
inghiotte
golosa

GIOCHI DI GENTE LONTANA

Carmen
si credeva bella
Sempre
Era la signora più giovane
mamma di due bambine
Anna nacque dopo
prima che Nando morisse

Quel giorno
al fiume Cesano
l'acqua era bassa
pochissima
I sassi tondi

L'ULTIMA PAGINA

Ho chiuso l'anima
che non ho
tra la copertina
e l'ultima pagina

Servirà da segnalibro
a chi
un giorno
coglierà
Il Canzoniere

Perdendosi volutamente
nei Colli Euganei
all'ombra
di un ignoto albero

SIPARIO DUCALE

Allora tremai
Ogni parola stampata
pensieri
fughe
spari

Tutto così buio
grida e sangue
mani tese
tagliate
calpestate
gettate

Urbino
senza più i miei ricordi
Violentata

Solo nascondiglio rinnegato

VITA DELL'ALTA

Qualora
si avverasse il desiderio
ignoto
a questa Comunità

In agosto
a La Festa dell'Unità
mancherà il sorriso
leale
pulito
pieno di dignità
che quella Signora
regalava
anche a chi non sapeva

GIOCHI BUGIARDI

Elastica
stende lunga
la gamba
tutta fasciata
da jeans
stretti all'impossibile
Balla un tango

Vecchio disco
di orchestrina ferrarese

Musica semplice
soliti movimenti
riproduzione mentale

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