dario.petrolati's blog

IRIS NEL SOGNO

Tutta contenta
pareva
Grata
ancora in piedi aspettava
Stupita
seria
piena
L'angolo della camera
con poca luce
solo il letto mostrava
tutto disfatto
Iris accarezzava la pancia
ancora bambina

COME SE FOSSE .......

Tanta grazia
lunga come il palo accanto
Marcava il tempo
Sembrava
Leggeva invece
In piedi
Coi Jeans attaccati
slacciata molto
la camicia bianca
Aveva in mano un libro
Rumori
passanti
non esistevano

PROVA SBAGLIATA

Ha insistito troppo
Non voleva vedere le pieghette
Sul collo c'erano
altrove pure
Ma come
Così?
E' quasi cattiveria
incomprensibile
Sono passati gli anni
anche per noi
E c'è chi muore
Sta steso sul letto

SALINE LONTANO

Ecco ricordo
la finestra è aperta
Oscillano luci
su e giù
Colline piccole
poco più di due
Le Saline di Senigallia
Dicevano:
una volta c'era il mare
se scavi trovi conchiglie
Aravano con le dita

ORAZIONE MATTUTINA

Pergolesi e Spontini
Mi chiamano piano
Ancora il buio
avvolge la periferia
Incerte
con fiacca
si spengono le ultime luci
Figure rapide
tagliano la strada
Sono gli esuberi
di questa società

RACCOLTA DI STORIE SBIADITE

Lire al massimo 30
nome incomprensibile
cognome scomparso
Pasquato o
Pagato
firmava
E sopra metteva un timbro
garante
Statuto dei Lavoratori
espresso nel 1950
Era la sede legale in Roma
Via Paisiello

OPERA 65 PER PIANOFORTE E VIOLONCELLO

Segreto
pianissimo
attorno al Carmine
Aria sonnambolica
brucia il catrame
ancora
Sparso la notte
prima
Senza commento
strazia
lusinga
accarezza
pare mano di mamma
Io chiedo
tendo le mani

BO RETTORE

Da Ascoli
per Urbino
partiva a date fisse
Al ritorno
mi saltava al collo
Sempre così
Zingara
sino in fondo
all'anima
Nei vicoli mentiva
per le stradine anche
Nuvole finte
leggere
abbandonava sui colli

1 NOVEMBRE 1775

Pregato che fu
al Convento do Carmo
Maya restò sola
Chiusa dentro
in ginocchio
pianse
Strinse le mani
senza più giungerle
Profumava di morte ingannatrice
l'amore violento
Sale di spiaggia

LIRE 6.860

Padova-Roma
andata e ritorno
Viaggio del 7-9-1963
per visita specialistica
di cura Idropinica
Era un lavoratore identificato
con nome e cognome
appartenente ai poligrafici
Addetto ai quotidiani locali

QUELLA VOCE PIU' NON ODO

La mattina
su Radio 3 dalle 6 in poi
per tre quarti d'ora
udivo Anna Menichetti
Musica colta
da poltrona in prima fila
come al Carignano
quando Maria Grazia
m'insegnò l'ascolto di Pollini
La strada

O.F.

Oggi è morta
Sarà una cerimonia privata
a Firenze
Sua città natale
Odio
rancore
solitudine
dolore
Ho risentito la sua voce
in una vecchia registrazione
Piangeva la perdita di Panagulis
il Suo uomo

REGISTRO DI CASSA ( luglio 1958 )

Nomi e cognomi
Scritte insicure
tremanti
Numeri
Somme e divisioni
erano lire spedite a Roma
per fondi pensioni
malattie
assegni familiari
vecchiaia
invalidità
Cinquanta fogli rilegati
con righe

UN AQUILONE NEL CIELO

Oggi è il primo giorno di scuola
Protetti dalla rete
bambini e bambine
nel giardino giocano a palla
si rincorrono
gridano allegri
Qualcuno si fa male
piccoli graffi
Domani sarà uguale
Libri e quaderni

ANNA NON SI TOCCA

Anna ballava
all'angolo del Carmine
quando la neve gelava
anche i pensieri
Dalle vetrine della Viennese
la gente guardava
a bocca aperta
Il sorriso degli occhi
la voce impostata
come La Figlia di Jorio

PICCOLA STORIA DIMENTICATA

Sento fiocchi di neve
cadono svelti
sopra i coppi
Sembrano giochi
dispetti astrusi
mani di bimbi
raccolgono
cumulano
fanno pupazzi
Una rossa sciarpa
avvolge il manico di scopa
volta al cielo

2006 ANNO NUOVO

Riprenderò i colori
qualche pennello
Potrò così
parlare del mio mare
giù a Senigallia
in mezzo a tanto buio
e vento freddissimo
Non c'è nessuno in giro
lungomare deserto
Rotonda in perenne cantiere

ERA STATA UNA FOGLIA VIVA

Dopo troppi anni
lieve
senza nervature
timido colore
una delicatissima piccola foglia
ho ritrovato
Schiacciata tra pagine sottili
nel vocabolario di latino
rabberciato malamente
Avevo cercato un fiore qualsiasi

INCONTRO

Non era che caligine
Anche il Carmine
dal cavalcavia non si vedeva
Scomparsa addirittura
la Cupola
disegnata perfetta
Una parete di seta bianca
taglia a metà
Piazzale Mazzini
Sembra un proscenio

UN SEGNETTO BIANCO PER TERRA

Col pezzo di gesso
di quando andavi a scuola
hai segnato
sui marciapiedi di Parigi
la strada
per farti ritrovare
Complice la pioggia
tutto è stato facile
Ho rivisto quel portone
che Utrillo pitturò

SILVIA E CAPRONI A CAMIN

Era la sera
poi venne mattina
Passo leggero
rapido
su l'erba
tra i pini
L'aria ristagna
Assorbi
analizzi
sorridi
Il profumo della tua pelle
proprio non so
Ami
conosci Caproni
Mescolo i rossissimi capelli tuoi

ZIA LINA NON C'E' PIU'

Non sapevo
Credimi Zia
io non sapevo
Si parlava di Caproni
Così come Annina
rinacciavi
Andava Lei spedita
in bicicletta
per Livorno
nelle vie del porto
Oscillava al collo
la catenina
brillava la spilletta

M E T A' P O R T A

Tre scalini
rifatti appena
per l'estate
su cui sta
C'è ombra
nel piccolo cortile
un albero poverello
senza foglie
solo secchi rami storti
Uccellini nessuno
Resa nonna
dalla figlia ragazzina

I M P A R A R E A L E G G E R E

Non trova nel bosco
il cacciatore
l'eremo nostro
Spara alla luna
ulula alle stelle
Abbatte la scure
l'arrocato gufo
sul curvo ramo
Le campane del Carmine
immobili
lontano
ripetono il pianto

P O C O P R I M A D I P O N T E M O L I N O

Folli dita
forti-nervose
affogava nella bianca cera
Canova
di mattina
Nella piccola barchetta
ospitava:
i suoi pensieri alti
come i monti attorno
la modella prestata dagli Dei
per poche ore

G I O C H I P E R I C O L O S I

Verrà l'autunno
di già l'estate
pare stia finendo
Brevi
improvvise grandinate
qualche ombrellino colorato
fuggi-fuggi dalla spiaggia
Gli abiti leggeri
come bandiere ieri
vengono riposti

A SPASSO GIRANDO A VUOTO

Tra tante spese
oggetti luminosi
vivaci colori
semplice appare
nella vetrina del Centro
un libro in regalo
a chi fa compere
sotto le feste
In particolare
" Le Affinità Elettive "
attira la mia attenzione

V O L O R A S E N T E

Sparita
dentro l'albero
quello vicino casa
la rondine riposava
Dopo Venezia
voleva arrivare ad Oderzo
prima di notte
Riempì d'aria
i polmoni
chiuse gli occhi
strinse il becco
allargò le ali

IL SOGNO SEPPELLITO

Desiderata
sognata
assolata giornata
Anche se chiesi
rispondere
alcuno non vidi
Pesanti imposte
della Locanda
sul marciapiede sinistro
La Senna sotto
Testimone discreta
gonfia di memorie

C O L L I D E R E

Collisi
un giorno lontano
contro qualcosa
che non seppi.
Erano ali
sospiri vagheggianti
onde marine
vicino alla Punta del Molo.
Fogli sparsi
di un libro stracciato
per rabbia.
Scorsi il Cavaliere

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