dario.petrolati's blog

FUGA.....

larga..

lunghissima

quasi da Kiev a qui...

senza tempo alcuno

umori..

altro non dico
penso

agito segreto

coraggio non mio

...

ieri

domani forse

loro troverò

DI CERTO SON DUBBI TANTI...

sempre
forse mi compagnano
in solitudine

nel buio

ore spezzate
col sapore
di povertà miserrima

scolorita

indossa
nuda pelle
dal sapore di mare
...

allora cerco

CARLA BENEDETTI..

stamattina
poco fa
mi ha ricordato

CAPRONI...

" Non uccidete il mare "

eppoi
immensi
delicati versi
sospiri
..

ah.
come vorrei aver l'età
esser lì

all'esame

MIA AMICA.....

come sai ispirarmi..

grazie BIANCA...

immaginare
la voce tua
di allora

andati tempi

non scordati

vissuti

alla genovese
marchigiana
pure..

sei così ....

ragazza ferma

AVANTI LA TORRE...

lontano
laggiù..

ho visto volare
"Clandestino"
..
voce
galiziane parole

tradotto
nel mio dentro
pezzi di corde chitarrose
tagliavano
insanguinato
volto
del dittatore

MELODIE..?..

PASSO
RIPASSO
SU BELLINI..

(sonnambula..)

per sentirmi
più completo
vado a
Donizzetti
per udire
la Pazzia di Lucia...

..
nulla

sempre daccapo
non distinguo le due tragedie..

VENNE...VERRA' STAGIONE...

ma non ricordo
merito

sono
diverso pure..
..
"indesidero"..?..

colori
usati
innominate strade

moto
rumori
bugie..

verrà la morte
descriverà
impossibile visione.-.

COSA POSSO FARE....

davvero non so

temo

intuisco..

lei non immagina..

tra lacrime feroci
..
pietose

rosse

colme di abbandoni..

si è messa a gridare
sottovoce

invocando pallottole
morte..

Di ritorno dal Caffè "La Wiennese"..

c'era una ragazza alta
che pareva "bocia"

.. solenne come un monumento

con labbra
corti capelli
neri
..
assieme a due signori grandi
anziani
sportivi..

ma signori

MAI DIRO' AD ALCUNO...

quanta perfetta gioia
mi donò

eterno
immenso colore
del Lotto

col sorriso
unico
improvviso
appena le cedetti
il passo
sul marciapiedi..

..

prima
vidi
nuovi occhiali
..

ASSIEME A FRESU E CONCITA..

ho visto
ieri sera
sul terzo
Carbonia..

ascoltato
immaginato
con rispetto
...

m'è sembrato
che Concita
si sia ripresa..

la voce
oh.si la voce
sempre splendida
da cine..

QUELLA POESIA....

come perduta..

senza titolo
quasi..

certo
era di Alfonso Gatto..

parlava
di un ferroviere
l'ultimo del treno
chiuso nella cabina
per controllare...

nell'inverno
senza alcuno..

ALBERGO AD ORE....

ogni amore
consumato nell'alberghetto qui vicino

sarà oggi perdonato
ignorato
dal padrone di tutto

ogni cielo
sentimento
offerta
seppur rubata
quel dio
lassù
ovunque sia
fingerà

SE FOSSI CAPACE ODIARE.....

oppure
peggio

questo non so..

sento rumore
dei bus
che buttano fumo..

mi cacciano sul marciapiedi
feroci ringhiano
quasi senza denti aguzzi..

arrogano diritti..

girano

ERA UN PEZZO DI VITA MIA....

quanto tempo
non conta

piano

nervoso

d'emozioni colmo

altro..

tanto che dire non so

prima di Ancona
ho fermato la macchina

ingoiato un librium..
per vincere

NEL RIPOSO DI STAGLIENO..

ha trovato pace

un poco di riposo...

la piccola
unica cenere
di
Ortese Anna Maria

dopo tanto vagare
senza mai stendere
mano pietosa
errò
di casa in casa
non sua
però...

IL RISCATTO...

edito
in Padova
dalla premiata
Editrice Sacchetto
anno 1876..

si parla
dice...

disdice..

problemi lavorativi
del secolo andato..

come
era triste
volgare
concepire

NON HO CORAGGIO....

allora
solo mi giro
quando è passata

cerco
da dietro
immaginare
come possa essere in costume
giù al mare

magari rincorrendo
giocando
come tutte
le altre ragazze..

fatico

SORRISO BALCANICO...

TOCCAMI

STRINGIMI
UN POCO
..
L'ALTRO SENO
OFFRIMI

SI' CHE'IO POSSA
MENTALMEMTE SPARIRE

VINCITORE..

VINTO.-. -

PADOVA 5 GIUGNO 2017
(odissea iliade..)

LA PICCOLA AMATA....

radietta
che Noemi
mi donò
comincia
a far capricci..

forse
le pile
oppure
l'infelice posizione

le mie nervose
magrissime mani
non sanno più suggerirle
stazioni
luoghi

ERA GIA' IERI...

mattino scuro

Paola
saluta
facendomi notare
che seppur di corsa
dal PRATO a qui..
manco ha sudato

sempre cortese
amica..

quasi abitasse
ancora
sul Castello..

è
l'ultimo piano

L'ANACORETA DEL MIO PAESE....

portava
maglia sbridellata
a righe

indicibili..

colori
usure innominabili..

sul Lungomare

pure d'inverno
andava
ridendo
col fiasco vuoto..
rubato forse..

aveva stonato nome

IL ROBOT DELLA NOTTE...

mi prese
di chi..

bisogno forte..

cominciai a dire

ascoltare

immaginare:

era
come robot
panciuto
ferroso

fatto

disfatto..

premetti
qualche bottone
una voce amica

INCONSCIO...

sonnambulo
al Lido

controllare
Aroldo..

tranquillizzare zia

chè io lo tenessi d'occhio
mentre magari
avrebbe tentato
un tuffo..

dopo
solo dopo
forse capii

LA PANCIA GONFIA DI STENTI...

giace
in silenzio
coperto di miseria
lo Sconosciuto
sotto il portico...

accanto
un libro ecologico..

mai letto..

fame..

misteri.

mi pesa
questo destino
dell'Ignoto.-.

AI MIEI IMMENSI AMICI...

scusatemi
altro pure..
...

tra poco

giorni alcuni...

riprenderò
il nostro colloquio

le mie insulse
feroci..?
doloranze
stanno per finire

perdonatemi
anche se non lo merito...

DOMENICA MATTINA...

era
tempo fa
quando non so

manco ricordo...

piangendo lacrime
immense
Ella mi disse
gridò
al cielo piovoso :

non si può
non si deve
profittare
dei sentimenti..

UN GIORNO MAGARI...

quando

non so

suppongo confusamente
lacci
ire sguaiate

pene apparenti
disagi...

tornerò allora
quasi nulla fosse accaduto

senza negare

nascosto
dietro una pagina

PRENDI QUALCOSA.....

invece
CONCITA...

martedi 28 marzo..
mi ha trafitto
quasi fosse
lunga
lacerata
confessione...

"qualcosa"

intende
una pasticca
qualche goccia...

un suggerito
consiglio

E' LA MEMORIA CHE MI TURBA...

dalle ingrate pagine
di"la Repubblica"
inserto del medico
risponde..

arriva di sghimbescio
una parola nuova

accidiosa
sinistra
..

ladra
pure..

inserita
nel contesto
....

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