POESIE DI RAGAZZE DEL 1980

Una raccolta di poesie
senza pretese
piene di speranze
delusioni
ricordi

Tutto scritto a macchina
su fogli di carta grezza

38 ragazze che parteciparono ad un concorso

OCCHI DI RAGAZZA

Lunedi

Agli Eremitani
più eretta
ancora
davanti agli altari
stupita ammiravi

Senza spiegarmi
con gli occhi indicavi

Ed io sentivo
capivo
i tuoi respiri

Rubavo gli sguardi

SOLE DI GIORNATA BALTICA

Ansia
impossibile sopportazione

Sapete ?

Dov'è ?

Ad occhi chiusi
cerco

Nebbia

Di più

Batter di persiane

Il nome suo
perduto

Qual'era ?

Penso
dubito
certezze

LA RAGAZZA D'IMPERIA

La sera
nel prato di Ca' Vecchia
finite le lezioni
la seguivamo

Con l'indice
ci mostrava la
caduta delle stelle

La Notte di S.Lorenzo

Nel buio profondo
gridava:

NIDO NASCOSTO

Avvolge

Fittissima nebbia

Voce
grido di bimba
come bianco Limbo
soffoca
pare

Piena
colma
quasi ossessiva
complice
calda

Sei tu ?

Giochi
paure
desideri

Più non distinguo

CIAO

C'è nebbia stamani
davanti al Maldura

Spalancato
come bocca di donna

C'è nebbia
ragazzi
ragazze
riempion Via Beato Pellegrino

Anna telefona

C'è sole
ciao come stai
ciao

Io

MAGNIFICA OSSESSIONE

Ridevi pianissimo
quasi con timore

Nemmeno i raggi del sole
se c'erano
si accorsero di noi

Sorridevi
levando gli occhi azzurri
al cielo
bianco
come le vele della Vespucci

GRIDO

Venezia
parevi

Quel giorno

Sorridevi tanto

A bocca chiusa salutavi

Bambina
delusa dalla vita
poi

Negli occhi tuoi
la mia faccia segnata
laguna stagna
sabbia del Maghreb

AMARCORD

Così come SMILE
ANNA
mi consiglia scrivere in prosa
parlare di fatti cose tante
paion forse esagerate bugie
raccontate e sentite
lette
assorbite
sofferte
quasi sempre d'estate

VITA SILENTE

Se finisce la notte
comincia il giorno

Quasi furtiva
in fondo a Via Beato Pellegrino
l'ombra svanisce
tra portici sconnessi

Dentro un portone delle Suore

Ove abitava Anna

INCOGNITA

Tra sgualciti foglietti
ritagli di giornali
carte così

Dimenticati
segni a matita
quasi illeggibili

Ho creduto di vedere
un pensiero.......
senza data

Qualcuno
tempo fa

A DOMANI

E' quest'aria strana

Inconcludente
pare

Solitaria
grigia

Come il colore del cielo
somiglia ad una macchina
sfuggente
veloce

Inutile

Sto quì

Non posso toccarti

FUGGIRE DOVE

Fioca
pianissima

Un fiore

Quasi

Sussurra parole

Credo

Respira discreta
quasi sorride
lontana

Però

Riprende fiato
energie apparenti

Le labbra
la bocca
tutta

UNA ROTONDA SUL MARE

Cielo
quanta malinconia
stasera

La canzone
ricorda
gli anni di sole
la sabbia bollente

Agosto

Giù
al mare
dove finiva la Bora di Trieste
c'erano palme

Ballavamo
anche di giorno

AQUILONE AFGANO

Ad Urbino

Caduto nel Cortile
di Palazzo Ducale

Ridono
i ragazzi

Osservano
sto pezzo di carta scolorito

Uno spago usurato
sfibrato
per lotte infinite
lontane

C'è sole
quiete

SUSSIDIARIO

Sfoglio
pianissimo
il libro

Ci vorrebbero le mani
di Claudia

Fastidio
pei disegni colorati

Sembra l'Albo
raccolta Figurine Panini

Qualche breve cenno
a Poeti
letterati

LA RAGAZZA DI ROVERETO

Non bussa

Entra di getto

Padrona

Esprime concetti
sorrisi profondi
regala

Intera
si mostra bellissima

Vuole sapere
conoscere nomi

Uccisi nelle notti
dimenticati
tutti

LAVORI APPARENTI

Son quasi le cinque

Si legge
pensa

Fingendo
sempre

Forse

Eppure
c'è chi suda
lavora
spiana la strada

Asfalta
copre col porfido

Spazza

Veloce
una macchina

LETTERE DI ANNA

Quando ti leggo
sento
parole tue
nuove

Stese
bianche

Solo per me

Riga per riga
respiro
vocali
consonanti
compongo frasi

Cielo pulito
un aquilone

Antiche mura
edificate

TRISTAN

Forte
di fianchi

Gambe lunghe
diritte
fasciate dai jeans

Tristan
appare sulla porta

Mi blocca

Le pene
buon masochista
da solo
te le crei

Così mi dice
piano

Sibilando

MARIA

Nome indossato
con dignitosa solitudine

Bianca onda rotta
di Trieste
pare

Il nome suo
io sento
occhi
bocca
lunghe gambe
sempre nervose

Voce ridente
imperiosa

Nel sole di Spagna

BLUETA

Non so nemmeno l'ora
il giorno

Sento che piove

Sotto il portico
riparo

Attendo Claudia

Pallido ricordo
sfocato

Muta voce
di bimba
educata

Voleva giocare

Eran tutti maschi

REQUIEM DI FAURET

Odoro sapore di sesso
dalle narici tue

Ricordo
sento di più

Ancora

Sul " Terzo Anello "
per me
per te

Chi è sveglio
irrequieto
infelice
assorbe note di musica
bagnata
pesante

PENSIERI GETTATI

Si balla

Ballano
invero

Ci.Di riprodotti
canzonette della Bassa
lenti ferraresi

Donne

Compagni

Capelli tinti

Pomeriggio in festa
è Carnevale

Trenta anni meno

POLITICA

Ricomincia la storia

Adesso sarà peggio
e giù
a sproloquiare

Percentuali di più tre
od altro numerino

Finisce sempre così

Allora scappo
fuggo nei libri

Mi nascondo

SENZA MUSA ALCUNA

Tutti pari

A piedi vicino al Carmine

Qualcuno prova a supporre
altri agiscono
scomposti

C'è confusione
molto dubbio

Ci si guarda
con le mani in tasca
aspettando

MILONGA D'INVERNO

A Piazzale Mazzini

Il Piaggi è quasi vuoto

Panchine consunte
freddo
nell'aria

Slacciati
Strappati
Sbregati

Buccie e molliche

Sassi per terra

Alcuni
furono uomini

CREDO DI SAPERE

Io so
anche se con dolore

So i nomi
conosco le facce
non sento le voci
però

Parlano piano
di nascosto
al buio

Si occupano degli altri

Sorridono
peccano
pregano
vestono bene

RENDICONTO

E sono tre giorni
ormai

Tento
trattengo
immeritate lacrime

Senza nomi
vergogna totale
a disagio

In strada

Anche nascosto

Come in Orazio

Posso cambiare cieli
terre nuove

RUBARE

Si sono ladro
anch'io
e andrò all'inferno

Meglio l'inferno
che questo apparente
dannato andare
chissà dove

Il trigemino
non si è scordato l'indirizzo
lo stomaco
vuoto

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