LA PROFESSORESSA

Donna

Femmina sino al midollo

Anche cocotte

Vedeva sguardi sicuri
muscoli dritti
rapidi

Ragazzi

Schiaffi
violenza
desiderava

Piangeva poi
perduta
credendosi Didone

LUNA

Indecisa
timida
luna

Non finita

Delicata

Trasparente pare

Senza contorni

Sogna specchiarsi
dentro la Brenta

C'era una volta l'acqua
ora soltanto sassi

Aspetta mano morgana

ORA LEGALE

Confusione
entusiasmo
sonno
frescolino

Siamo tornati agli anni
lontani

Oggi diffusione speciale de L'Unità

Arrivano volti nuovi
ragazze e ragazzi
caricano
scaricano i pacchi

GIARDINO PER I CANI

Tirava il cagnone
e la ragazza civettuola
a fatica pareva chiedere aiuto

Invece si faceva notare

E dopo lei
di primo mattino
a Ponte Molino sul greto del fiume
un'altra ragazza

GIALLO

Era gragario

Vinse sette corse
una con le braccia alzate
il volto stralunato
gioa e fatica

Ci son foto ancora
di quel ciclista
morto da solo in stanza

La solita siringa

A CA' ROMAN

Dentro conchiglie bianchissime
ho visto gli occhi tuoi
celesti

Come l'aquilone di Urbino

Saliva la voce
dal fondo
tra granelli di sabbia
sottile

Seduto sullo scanno
sentivo il sole

OGGI NON C'E' SCUOLA

Gonfia si ferma l'onda

Si fa mirare

In fondo al Corso

Tocca il ponte
quasi

Animali
ramaglie
vanno al mare

Il Misa
La Fiumana
tutta la città ne parla

La stretta passerella

COMPAGNI DI GIOCHI

La figlia del sindaco di Gubbio
aveva indosso una maglietta rosa
tutta aderente
ma non volgare

Parlava piano
sottovoce
e tra i capanni
al mare
se la tiravi per mano

DOPO LA GUERRA

Restò arenato per qualche estate
Vicino al molo
a pochi metri dalla riva
l'arrugginito sottomarino

Divenne un gioco
vuoto e disponibile

Ci buttavamo in acqua
tuffi
schizzi
scherzi

IL FASCINO DI SMILE

Sono cose che non dovrebbero dirsi

Si capisce da quello che scrive

Un punto
una virgola
le basta poco per farsi capire

E' concreta
respira quell'aria di pino
e legge
sa leggere

IRREQUIETA

Se fossi quì davanti
vicino
tanto da potersi parlare

Guardarsi

Ti direi ancora una volta
che il tuo fascino allargato
come la flebile voce
unica pare

La erre scivolata
arrotata

CINZIA

Aperta

Solare
sempre sorride

Parla chiaro
di tutto

Rapidissima chiama

Calata la mascherina
occhiali trasparenti
fintamente posati
di fretta

Servono a gardarla

A PIAZZOLA ANDATA E RITORNO

Sembra un'altra strada

Eppure le indicazioni sono quelle

Tiro avanti con questa luce
alla fine del giorno
prima che inizi sera

Quasi pare tocchi
il pensiero un tramonto

VAGHEGGIARE

Così
come se niente fosse
od anche tutto

Sopra corpo di donna

Dopo il sospiro
lungo
sudato
confusamente desiderato
sofferto

Le mani legate
nei lunghi capelli neri

SENZA VERITA'

Imparata la lingua

Sentita la goccia di rugiada
sapore di cielo montano
addentata la pagnotta ripiena

Ho atteso venissi

La pioggia più forte
ha reso inservibile il libro

IL PORTO DI ANCONA

Ho sentito
visto

Dalla Mole Vanvitelliana
su per Corso Stamira
e tutto il Viale dell Vittoria
i marciapiedi larghi
tutti aspettavano

L'aria era quella

PENSIERO SFUMATO

Sarà un nome vero
trasparente
leggero
e bianco

Pronuncierò come preghiera

Canta Patti Smith
nel giardino delle farfalle

Nella rete
un forellino aiuta raggio di sole salmastro
bagna

VOLGARITA' O DOLORE

Fumavano i pastori
tra pini
in riva al mare

Ridevano
parlando antica lingua

Chiamava sottoce
insisteva Antonia

Nuotava sull'acqua di mezzogiorno
agostostano

OCEANO

Ho sentito
come l'onda
sbattere
rompersi
bagnarmi la bocca

Sorrideva David
anche con gli occhi

Le voci leggere
sembrava volessero spegnere
le candele sparse

Alberi
siepi
aiuole

TRIESTE ERA DI LA'

Irene si sdraiò

Complice
eccitata sorrideva

L'acqua bassa
Francesco spingeva il moscone
con furia

Desiderio folle

Negli occhi
si leggeva la voglia
di avere per primo

DOPO PASQUA

Schumann di primo mattino

Soffia la voce

Anna Menichetti spiega
avanti e indietro
pigia l'archetto
violino come malato
soccorre Clara
dall'altra stanza
il clarinetto

Muta la tastiera

PENSIERO VELOCE

Morrò

Magari in piedi
pel Corso
leggendo un manifesto
tutto colorato

Senza fastidi

Rapido

In silenzio.

Padova 25 marzo 2008

FUNERALE DI BARZILAI

Fu semplice
silenzioso
tutto così
com'era stata la sua vita

Pochi amici distratti
serrande del Corso
a metà
fin che passava

Poi tutto ricominciò
come prima

Il giovedì

FOGLIA SECCA

Giace schiacciata
a pezzetti

Era un colore vitale
segna la pagina dispari
adesso

Tempo lungo
passato
sconosciuto

" Il Panegirico di Traiano "
da quando ha conservato
non saprò

TEMPESTE

Non era Maria madre di Dio

Capelli lunghi nerissimi
come gli occhi

La pelle tutta
lucida profumata
caviglie sottili
come atleta

Sotto l'arcata del ponte
sul Tronto

BRUTTA

Ciclopica montatura
spesse lenti
caviglie gonfie

Non ti avevo riconosciuta

E fumi ancora
trascini uno sconosciuto
in parvenza di ballo
lento
lungo come tango

Sotto la pesante gonna

LE COSE NASCOSTE DI ANNA

E fuori piove
moltissimo

Ho chiuso il libro
che mi ha regalato
con dedica
ad inchiostro

Riletto di Alain Robbe Grillet
e Paul Morand
e Zero di Antonioni

Chissà dove sarà

25 GIUGNO 2005

Meglio un giro di ballo
svelto o lento che sia
piuttosto di un libro

Immagini
sacre
profane
basta un semplice segno
colorato
o in bianco e nero

E' uguale

Largo sul muro

SMILE DEVE SAPERE

Ho ritrovato su un pezzetto di carta quadrettato:

data incerta
pare un quattro aprile
di quale anno non si sa

Occhi lucidi
i tuoi
rossi di pianto trattenuto

Gridi
disperata:

PRIMA DI NOTTE

Vicino la finestra
leggevo Caproni

Credevo ascoltassi
odorassi l'acido profumo
del porto di Ancona

Quasi vedevo i bianchi merletti
le camiciette orlate
che Zia Lina portava

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