LA CENA DEL PASSERO

Credeva Franco
di fumare ancora

Sparsa la cenere sul pigiama
sorriso aperto al cielo
seduto come un masso
sulla panchina del cortile
in Ospedale

Quando l'ho chiamato
ha avuto paura

PAZZA

La mano mi prendevi
delicata

E dolce

Così ti accarezzavi
il seno

Come vergine coppa
posavi

Sino a mezzogiorno

Pensavi

Occhi celesti
fresche
giovani labbra

DOMANI SARA' AUTUNNO

Insipido caffè
del bar di periferia

In fila
davanti al bagno
assonnati camionisti

Dopo riprenderanno i viaggi

Quasi chiedo un passaggio
a chè qualcuno
mi riporti giù
a casa

LUNGO ADDIO

Indecisa
stesa
timida quasi

La goccia di acqua marina
brilla

Al raggio di sole agostano
non si rompe

Schizza
qualcuno rompe l'incanto

Apro la bocca e bevo

Lontano

MUTANDA

Più nulla senti

E' questo
un inverno freddisssimo
Lacrime contratte
tese
lucide
fondi di bottiglia

L'ultima passeggiata
breve
dalla Chiesa al Cimitero

Abbracci distratti
frettolosi

ANIMA IN PACE

Le Rivoluzioni non sono terminate

Sino ad allora
non saremo tutti uguali

Dovrà essere
una Rivoluzione Magnanima

I promotori
da parte

Sarà una scelta di Popolo

I Boia smetteranno

CONFESSO CHE HO MENTITO

Quella sassata
rapida e vigliacca
bucò le ali
a la farfalla
tanto che cadde

Eran di fucsia
i suoi colori
e nella notte
solo la Cometa
vide

Tacque però

RIVE

Gettata a mare
Maria
la barca volse al cielo la prua

Vele strappate
c'era la Bora
girò su se stessa

Poi giù negli abissi

All'ombra del Conero

Faceva caldo
bisogno di mentire

IL TEVERE SAPEVA

Dopo Ponte Milvio
poco più avanti

Una stradina chiusa
in salita
senza nome

C'era un cancello aperto
la villetta coperta di glicini

Gloria aspettava

Bella
bellissima

ALLA STAZIONE

Sempre
c'era una mano

Leggera
toccava la guancia

Col sorriso pulito
cacciava il dolore
mai prima sopito

E venne l'inverno

Deserta la stazione

Lucidi binari

DOMANDA

Questo bellissimo sole notturno
infuocato
nel cielo bagnato
pare scoppiare
gronda sangue del Golgota
senza sbafi
perfetto

O la luna possibile folle
amica dei mannari

PAUSE DI LAVORO

Forse

Perchè manca
quel misto di sortilegio antico
e sarà pure che i portici quaggiù
sono tutti uguali
prefabbricati e cupi
vetro
ferro
cemento

Nelle brevi pause di lavoro

CRONACA

Era un fazzoletto bianco
disegnini
con girotondi di bambini

Si tenevano per mano

Sotto il cuscino
ora
nascosta lama lucente

Finito l'amore
all'alba di periferia
rapido gesto

NON PIANGERE ZIDANE

Pedalata lunga
dopo la Punta del Molo

Prima dell'alba
ancora scuro
vola la bici
tanto lo slancio
ne venne fuori un tuffo
" ad angelo "

In fondo-in fondo
tra granelli di sabbia fina

C'ERA LA FABBRICA

Scappano piccioni

Più non si fermano
tra le macerie

Disordinati cercano
non trovano

C'erano buchi
fili
ostelli
magiche ospitalità
da sempre

Non c'è più la vecchia fabbrica

VACANZE DELLO SPIRITO

Acqua alta
insipida
senza vita

Corpo bruciato

Incontro
vicino al moscone senza remi

Pende la bianca vela
degli apolidi sconfitti

Anonimi tutti

Ci fu
eccome ci fu
un giorno

UN GIORNO COME UN ALTRO

Senza fiori
per favore

Alla Wiennese sino alla fine della funzione religiosa

Il Carmine è già colmo
di anime pie

Da queste parti sembrano tutti molto credenti

PRIMO APRILE

Per decidere quanto turbamento
ci ha perseguitato
stanotte
aspetteremo l'autopsia

Terri
è pronta per l'esame

Poi tocca a questo vecchio
che chiamano Papa

Un passo dietro

LACRIME SALATE

E' inutile
non mi commuove
anzi
provo fastidio

Questa danza slava
suonata da grosse mani

Cambio stazione e sono fortunato:
Vissi d'arte
vissi d'amore

Tosca è sempre Tosca

Fuggo

SENIGALLIA

Scivolava Federica
per le antiche mura

L'ombra nemmeno
restava
ed io
nascosto
guardavo il suo passo
la muta figura
disegnata col grigio tailleur
gli azzurri capelli
i tacchi alti
neri

C'ERA IN ANCONA ...................

Quell'entusiasmo
futile
sottile
incosciente

Misto a sorrisi
gelato al limone
pizza alla diavola

Di corsa
sempre di corsa
giù
fino al molo
quando arrivava il treno
da Senigallia

SPICCHIO DI LUNA BIANCA

Breve
discreta la notte

Parlavano gli amici
di tante cose
fatti
lontani

Nomi
luoghi
come se fosse ieri

Correvano a ritroso
programmando futuro

Io
svogliato
non ascoltavo

MORETTI RITA

Scendevi
le scale
sorridendo mesta

Le mani porgevi
e i polsi

Ancora fasciati

Salivo in casa
mi sedevo
un libro fra le mani

Finivi il trucco

Mi chiedevi del lavoro

IL SENSO DEL PECCATO

Morale religiosa apparente
taglia la strada

Ho mentito

Creduto in altri dei

Come Masaccio
ho visto due umiliati
cacciati vergognosi
in mezzo a tanto freddo

SEI SEMBRATA COME ALLORA

Temevo sentire voce nuova
irata
anche bugiarda

Nulla di questo

Anzi
veloce
allegra
come quando ti conobbi
Maria

Hai raccontato
come tuo costume
tanto di me
di te
del mondo

ORA SBAGLIATA

Cosa abbia da ridere il cinese
proprio non so

Oggi

Adesso
pare il tempo sia saltato
come se la notte
non fosse esistita

Improvvisamente
sbalzato a Piazzale Mazzini
vuoto

MARIA RAGAZZA DI MADRID

Stessa ora
quasi
eppure
sembra un'altra

Desidera tranquillizzarmi
ma dopo poche frasi
l'incontro telefonico
finisce su Anna

Anna che ti fa tanto penare
scrisse un giorno Maria

AVVISO AGLI AMICI LETTORI

IN DATA ODIERNA ABBIAMO RESTAURATO LA VECCHIA GRAFIA MASCHERA DEL BLOG IN OGGETTO.

SCUSATE E GRAZIE PER LA COMPRENSIONE.
DARIO.

MENTALMENTE DESIDERATA

Erano occhi suoi

Celesti
come quel pezzo di cielo
agli Eremitani e gli Scrovegni

Levava in aria

I tanti uccellini
tornavano indietro
a rivedere

Tutti presi
senza fiato

RECHEL

Nome biblico
storico

Da cinema

C'era anche un classico che nel titolo portava il tuo nome

Mi pare fosse : no non ricordo
anzi peggio
era Elettra e parlava di lutto

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