FORSE

Mai certezza
illuminata
orgoglio
entusiasmo

Passo Ponte Mulino
vado in centro

Centro

Per portici
storiche vie
rasento porte blindate

Banche a sinistra
banche a destra

LETTERA DI UN AMICO

E' Pietro Randi

Poche righe
ordinate
eleganti

Sento
l'affetto di un Signore

Ringrazia per gli auguri

Dice parole da libro

Sorriso educato

La bici

Ricordi non detti

Feste

UN SOLDO

Senza una lacrima
rumore alcuno

Di primo mattino
in una sciatta piazza

Nessuno vide
il nostro addio

Ognuno per conto proprio

Il Don Chisciotte
sotto il braccio
mi accompagnò

SOLITA ORA

A Ponte Molino

Balzano al nido
piccioni festanti

Nessuno
proprio nessuno

Solo due suorine

Veloci corrono al Carmine

La strada bagnata
quasi si scivola

Fermo
guardo nel rivo

LORENZO CREMONESI DA KABUL

Periferia notturna

Luci confuse
fari di auto nel cielo
lontano

Spari

Allegra gioventù
alto borghese
seduta al bar

Ridono
le ragazze
mostrano denti
forti
bianchi

RITORNO A CASA

Il telefono non suona

La cartolina da Berlino
mi ha scaraventato
nudo
tra la folla

C'è un interno asettico
verde
minimale

Quattro persone dissertano
con gli occhi
sulla vita

IL SOFFIO DI GIULIETTA

Notte pulita

Non tira vento
dentro il Cortile
del Palazzo Ducale

Urbino

L'uccellino
ha posato un biglietto
sulla pagina aperta
proprio sopra la lacrima
persa
un attimo fa

GIOCHETTO

Questa sera non verrò

Ho trovato un messaggio
incomprensibile
stilato sopra un foglio
sgualcito
senza data

Chi l'ha scritto
aspetta ancora
la risposta

C'è un disegno
ambiguo

ITALO MORETTI

Gridavano pianissimo
l'eterno lontano
pesante lungo dolore

E lui davanti
mano nella mano
la nipotina orfana
stringeva

Una lingua di origini antiche
come dialetto

Ho creduto di vedere

SVANITI COLORI

Ancora agitava
leggera
colorate piccole ali
la farfalla di seta

Fatica pareva

Addio voli sui rami
sotto il sole di maggio

Una mamma
allattava il suo bimbo
all'ombra di un pino

NON TI MUOVERE

Calma
stai calma
rilasciati

Non temere

Sarò leggero

Come se fossero
ali di farfalla
toccherò i tui seni
piano piano
sino a vederti
chiudere gli occhi

Aprirai le labbra

CAPIRE

Non voler sentire
cercare una scusa
illudersi

Verrà
sperai

Verrà
magari un giorno

Mi spiegherai

L'assurda pretesa
stesa al sole
sul molo di Trieste
al marinaio
reduce da Itaca

SILENZIO PESANTE

Non è giusto
Anna
una signora non fugge
Anna
una signora non tace
Anna
una signora non si comporta così

Hai calpestato i sentimenti
miei
distrutto giorni
ridicolizzato

NON ERI TU

Ho provato
a cercarti
sul tuo cellulare

Non ho mantenuto la promessa

Non sapevo più che fare
pensare

D'istinto ho compilato il tuo numero
quello personale

Subito voce di uomo

AMORE BORGHESE

E chiamalo pure così
come ti pare
come vuoi che sembri
come vorresti
sotto la pelle sentire
di notte
di giorno

Quando correvi irrequieta
Parma
Parigi
nei libri
il Maghreb

ANNA NON E'

Piombata di corsa
appena due ore

Una scusa
inventata capita creduta
così come follia comanda

Posso affrirti un caffè
alla Wiennese
disse

Sono Anna

Emozionato quasi perduto

NON SO

Chiedesti tregua
per fare il punto

Tregua da entrambe le parti

Niente telefono
scritto alcuno

Silenzio e pensieri
separati
sì che tu possa serenamente
decidere
sull'amicizia

DONNE

SMILE

La Signora dai capelli turchini

Segolene Royal

Madame Bovary

Una gita a Venezia

La Wiennese di ritorno
per breve pausa

Partenza per Parigi

Arrivò Anna

ABBI CURA DI TE

Significa
saricare ogni resposabilità
sentimento
mendace
perfido gioco

Così
mi lasci
salvaguardi la tua dignità

Tornerai a sembrare una signora

Bugiardo addio

Quell'infida frase

LA VOCE DI CECILIA

Era Fregene al tramonto
quasi settembre

L'onda
all'acuto di Tito
si fermò
" O sole mio "
il cerchio rosso
inorgoglì

Sorrideva Cecilia
l'azzurro fazzoletto
fermava i capelli
suoi

LO SGUARDO DI ANNA

Sento il sorriso
tuo lento
breve
discreto
educato
profondo

Un assillo

Cosa posso offrirti
darti

Tutto
anche quello che non ho

Raccolgo dentro una borsa
i libri più cari

POI VENNE VIRGINIA WOOLF

Corse folle
sott'acqua
e ci abbracciammo

A Grottamare
educata attendeva
Joyce Lussu

Altissima
a bocca chiusa
ci spiegò

Polmoni
gonfi di aria salmastra
ultimo sguardo

RICORDI D'INFANZIA

Quella
fu l'ultima estate
Poi sfollammo tutti
in campagna

Tra un allarme e l'altro
come per gioco
ci trovavamo nei giardinetti
sotto casa
Di notte
a noi bambini
babbo raccontava

LETTURE

E se leggerai
questo blog
mi scriverai

Forse
può darsi
magari

Sono fogli
pensieri
parole
altri argomenti

Salto le righe
cancello
non vedo

Tanto forte
decisa
risoluta

ASPETTANDO ANNA

Dentro un cortile
assolato
mortale

Col mal di testa
per troppi analgesici inghiottiti

A manciate
sino a colpire il cuore
fegato
mente
ogni di me
parte mentale

Non debbo pensarti

MUSICA PESANTE

Afa
tanta

E' il sole quasi nascosto

Pare un cielo inglese

Pene da scontare
per troppi peccati
inconfessati

La testa ferita
immergo
nell'acqua di mare
salata

Sento bruciare

LETTERE NASCOSTE N° 1

Eri una volta

Carissimo amore mio
lontano
curvo per terra

Sono a scriverti
un pò di me
visto che a parole
più
non si comunica

Cerca di riprendere
le tue letture
esci di casa

C'ERANO TUTTI

Stanotte
ho rivisto il mare

Quello nostro
mio

Tra vecchi capanni scoloriti
quasi per gioco
ci si baciava
svelti-svelti
a turno
senza troppe storie

I piccoli seni

ANNA STUDIAVA, ANNA LEGGEVA

Confuso ricordo
di anni lontani

Sorrisi
nude braccia
lunghe
stese nell'aria

Sulla battigia le gambe

Appena si udiva < E la chiamano estate >

Tutto così desiderato
lontano
oggi

E' PERCHE' NO

Potrebbe magari
essersene andata
così

Senza rumore
avviso alcuno

Quella che avrebbe dovuto essere
una lunghissima storia
d'amore
anche leggero
è finita

Soffocate
lacrime

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