DENTRO IL LUCCINI

Non cade

Sospesa rimane
la polvere antica

Sfoglio

Leggo mi pare
questi vecchi libri

I pensieri corrono
fuggono per aria

Ovunque si perdono

Lacrime secche di madri

Raccomandazioni ai figli studiosi

UN GIORNO DOPO L'ALTRO

Quando mi sveglio
la mattina
lento un pensiero
confuso
m'inchioda

Vite perdute
desideri
paure

Stringo le tempie
tra i pugni
socchiudo gli occhi

Se c'è un pò di giorno
scivolo giù

GIOCHI PERICOLOSI

Verrà l'autunno

Di già l'estate
pare stia finendo

Brevi
improvvise grandinate
qualche ombrellino colorato
Fuggi-fuggi sulla spiaggia

Gli abiti leggeri
come bandiere ieri
vengono riposti

MORTE DI UN CICLISTA

Sordo
un tonfo nella notte

La bici è volata sino al palo

Giace un corpo
sul lato opposto
di Piazzale Mazzini

Per quel che valgo
accelero
fuggo

Nessuno ha visto

Vado a bermi un caffè

DENTRO IL LUCCINI RICORDO ............

Alti fumi
braci leggere
Occhi impietosi
nerissimi
profondi

Svettava severo
il suo volto
la luna nascente
sfidava

Il corpo disegnato
pareva
agli archi appoggiato

Giovani mamme

PARENTI DEI COMBONIANI

Fra queste pagine
scopro ogni tanto
una vecchia cartolina
in bianco e nero

Immagini quasi sempre simili
paesi lontani
sconosciute colline

Incerta grafia
saluti ed abbracci
famigliari

LA SENTINELLA LAICA

Avevo limiti sul mondo
nel linguaggio

Erano pensieri immaturi
caduti dall'albero
senza ombra

Albero ov'era poggiata
una vecchia bici
con la ruota sgonfia

China per terra
con la bocca aperta

ANNIBALE ALLE PORTE

Lenta la pioggia
fina
Scivola
sulle rosse mani
anche

Nell'ansa del Metauro
inginocchiato
la testa di Asdrubale
mozza
regge

Si guardano i fratelli
almeno pare

Uno in silenzio piange

MISTERO

Due righe sul mio blog
per ringraziare Katia

Come un lampo
ha posato nove libri

Regalati

Noi li venderemo ad un euro
per finanziarci

Contributo pulito
inaspettato
non richiesto

L A M I N E S T R A

Senza fila
mi fa posto
in Farmacia

Avanti
prego accenna
Avanti
dice l'uomo

Non ho spinto
nemmeno premo
o fingo furbizia

Aspetto il turno
come al Supermecato

Insiste
che passi

S E G O L E N E

Svestita del nome Maria

Nuda nell'anima

Assorbe con gli occhi

Aria di Parigi

Mi posa a Montparnasse
prima che tramonti il sole

Sibila versi di Verlaine
al volto mio indifeso

Subisco schiaffi

LA MAESTRA DEL PAESE

Sceglie solo libri usati

Sfoglia con garbo

Si gira
sorride
Pare mi guardi

Si tuffa su paginette vecchie
consumate dal tempo

Ogni anno
quando passa
parla delle generazioni
nomi e cognomi

A R A G N O 1 9 6 0

In Via del Corso
a Roma

Piazza Venezia alle spalle

Poche centinaia di passi
sul marciapiedi destro

Un Caffè
con camerieri in giacca bianca

Tavoli sempre occupati

La Scuola Romana

I DENTI DI CLAUDIA

Leggera
la mano ritraggo
Tutta bagnata

Dentro i tuoi jeans
progioniera
sento la pancia
respirare

Fermarsi
tremare

Calda
soffice
Claudia abbassa lo sguardo
pare sussuri

Si morde la bocca

LE CHIAVI DI PIAZZALE MAZZINI

Il vigile apre
solo
a chi indossa pantaloni bianchi

Stasera si terrà al Maldura
una gara di poetesse
della Magna Grecia

Ognuna leggerà propri versi

Al pianoforte
il giovane figlio del Console Americano

IL MURATORINO DEI COMBONIANI

Dai buchi sul tetto
filtrava la pioggia maligna

Tante preghiere
davanti l'altare
in ginocchio

Pavimenti
banchi
l'intera Biblioteca
tutto bagnato

Un giorno
per caso
arrivò un'offerta

CIOCCOLATO DOLCETTI PROFUMI DI CAFFE'

Dopo la mostra su Picasso

Da Venezia
tornarono a Padova
in seconda classe

Tirava la fila
col suo passo elastico
giovanile
la Signora dai Capelli Turchini

Pallida e muta Madame Bovary

SMILE E' ANDATA IN FERIE

Sotto Ponte Molino
giocano
nel rivo trasparente

Fili d'erba
leggeri come capelli
si allungano al passo delle anatre
Sgrullano goccie l'ali
che pare pioggia

Il bianco cigno
regale
sembra dormire

LA PADRONA DEL KIKI BAR

Senza toccarla
ho visto le sue forme nascoste
coperte da largo sorriso

Sana ragazza
fa tremare i polsi

Confusi pensieri
proibiti desideri

Divago
temo stupirla
offenderla
Non son giochi di bimbi

IL COMPITO DI SMILE

C'è posta per me

Stanotte ero altrove
voce amica mi ha destato
Busta azzurra
indirizzo esatto

Ma io non sono quì
dovevo ritirare i libri per la Festa

Fa nulla

Leggo rapido in silenzio

A PIAZZALE MAZZINI

Sorride
conosce poesie

Dice

Agita lunghe mani
dita sottili
prive di anelli

Con voce nervosa
pronuncia parolacce
Non ama musica alcuna

Contesta sempre
ricusa
Si toglie e rimette

MERCOLEDI 8 AGOSTO

Pare luogo dimenticato da tutti

Solo vecchi
Fuori dalle righe
di Piazzale Mazzini
trascinano senza un traguardo
ciabatte di stoffa pesante
Come d'inverno

Suore affaticate
ormai senza età

STRANIERO

Profumo di fritto
tutto invade
La strana voce mi ride addosso
Non è mia inflessione
Questo dialetto
sa di straniero

Strada grigia
tutte macchine in fila
Il Palazzo imperioso
è al numero 5 di Via Beato Pellegrino

LO SGUARDO DI ROSSANA

C'era Zia Nina
c'era Zia Biri
L'altra sorella

Il sole sempre
Anni lontani

Rossana non le conobbe
Da Senigallia a Venezia
Lei da Pola
Erano giovani
accarezzarono il mondo

Lieve Rossana poggia

AL CENTRO STUDI DI VIA PELLEGRINO

Non odora

Anzi puzza
puzza solo

Pensiero leggero
fastidio
desideri sempre

Piange pudica
la pagina in terra
tra foglie ed avanzi

Due
od anche quattro
tentativi di versi

Era una poesia educata

IL BAR DI PIAZZALE MAZZINI

Desiderio incoffessato di toccarti

Bracciali
anelli e collane
Oro di Valenza
tutto addosso

Cleopatra
tra palme del Nilo ed aromi
Bevendo ai tuoi seni
in fila
aspetto il turno

Assolate

OGGI HA RIAPERTO LA WIENNESE

Notizie
notizie
Giornali e radio
gridano mogi

Edicole poche
molte case vuote
Esagerata attesa

Dopo il caffè
sollevo la cornetta

E' fatta
Per la gioia torno alla Wiennese
bevo un altro caffè

LO JONE DI PLATONE

Quarantaquattro paginette appena

Nella tasca del cappotto
Dentro una busta
invece di una lettera
c'è questo libriccino

Economicissima edizione
datata 1948
Costava allora cinquanta lire

La Signorelli di Milano

LA BARISTA IN VIA PELLEGRINO

Vestito leggero
nuovo
senza colore

Occhi celesti
rossi capelli
bocca pulita
quasi da mamma

China sul balcone
serve caffè
aperitivi
agli studenti

Sorride senza parlare

Di giorno alle due

VITA DEI POVERI

Non trova nel bosco
l'eremo nostro

Il cacciatore
spara alla luna

Ulula alle stelle
l'arrocato gufo
Sul curvo ramo
quasi spezzato

Le Campane del Carmine
immobili
lontane
ripetono il pianto

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