E' STATA UNA AVVENTURA

Appoggia la cartella
da studente

Pelle nera
lucida
semplice

Contiene compiti
appunti
progetti
pensieri scritti

"Passavo di quì"

mi dice

"Ogni volta
che vado al Maldura

LUIGI MENEGHELLO

E' vero
fa caldo
anzi caldissimo

Un'afa
ti prende alla gola
Vuol dire
che si può morire
così
in modo insignificante
come se fosse normale

Niente titoloni

C'è la campagna acquisti
giocatori di pallone

INCONTRI ALLA WIENNESE

Sorriso di cortesia
piegata
verso l'anziano cliente

Parlano piano
quasi sussurro
come se ci fosse bisogno
di un bagno

Un poco più forte
poi

Saluti
Auguri
Buon giorno
Grazie

A me vicino

PERIFERIA NOTTURNA

Sembrava mi chiedesse sempre

Almeno credevo

Parlava poco

Davanti la bottega del ciclista
od una traversa del Corso

Alla fine dei Portici Ercolani
poco illuminati

Scordavo la puzza del Misa

CATALOGAZIONE IN ALEPH

Agita
braccia assolate
Leggere

Nervose dita
anelli stretti
girano
girano

Quasi in aiuto
alla voce che spiega
ma non arriva

Terminologia
affatto umanistica
parole tronche
radici inglesi

ERA UNA RAGAZZA INGLESE

Questo sdrucito libro
sottolineato sempre
con cattiveria
rifiuta le mie carezze

Ecco non vuole disporsi
farmi capire come e perchè
la sua padrona
era così inquieta

Vedo l'impronta di una tazzina

DANTE VENIER CHI L'HA VISTO ?

Vendeva libri
Era il 68
A Piazza San Babila
Milano
Corso Monforte

La Libreria ove conobbi Del Buono

Sulla copertina disegnò
Oreste e Dario
"Per Pura Ingratitudine "
uno schizzo rapido
spiritoso

UNA PRIMAVERA CHE RICORDO

La bottegaia e lo spazzino
il giardiniere ed un bambino
Qualche curioso
vecchio di certo

Pochi eravamo

Io solo
bambino
bambino

Nemmeno la mamma
un amico

Durò tutto poco
pochissimo

ANNA POLITKOVSKAJA

Ora cammina sola

Capelli liberi

Sapiente
cornice del bel volto
severo
scrutatore

Dietro la leggera montatura
guarda

Conosce la mano assassina

Sa
non ha paura
Fissa
con sano orgoglio

LA FINE DELLA GUERRA A PIAZZA PADELLA

A lei portavo libri
per lei coglievo fiori
con lei guardavo il cielo
a lei regalavo stelle

Foglie secche di prato
versi sciolti dalle onde
mura di case piccole e colorate
strade strette,senza toccarsi,

MORETTA BELLA STUPIDINA

Ciao
sono Francesca
Disturbo ?
Chiude
nasconde il cellulare

Sorride vogliosa
parla
come respirasse
piano

Soffia sesso

Il ragazzotto
le accarezza il seno
la tocca
Francesca sorride
si allunga

VIAGGIO IN TRENO

Aveva polsi sottili
la ragazza
salita a Pesaro
Caviglie elastiche
lunghe
strette
come quelle di Wilma Rudolph

Capelli neri
ricci-ricci
lunghi
sino al collo

Scriveva
scriveva veloce

Ferma rigida

TRAMONTO SUL MARE

Dietro
c'è il treno
che passa

Sulla spiaggia vuota
sventola moscia
la bandiera rossa
Pericolo

Pericolo di cosa
come
quando
Non è ancora estate

Voci frettolose di ragazze
sempre più alte

LA STAZIONE DI BOLOGNA

Parte
arriva gente

I bambini sono a scuola

Pesanti valigie
gonfie
vecchi traslochi
Scalini
tutti bagnati
da incerta pioggia

Signore di mezza età
nessun aiuto
cortesia
Fretta di salire

LA FONTANA DELL'OCA A SENIGALLIA

Ferragosto

Bevo assetato
al sole di mezzogiorno

Gli altri
tutti al mare

La serranda dell'ultimo piano
socchiusa

E' il segno
posso salire

SMILE
sola
mi apre la porta

Già è pronta

M A R E I N B U R R A S C A

Il primo giorno del mondo

E' la tua pelle
Sfiorata
dai raggi del sole

Cristina
distratta
scordò

Sulla spiaggia
a Cà Roman

Dentro un capanno
a strisce

Caduto per terra
un costume

P A E S T U M

Era buia
davvero
quella trattoria

Antro da camionisti
con mosche
zanzare

Cosa ci fosse nei piatti
non ricordo

Si parlò
forse
si rise

Progetti sospesi

Piccoli sogni

Troppo tempo

RITORNO PERDUTO

Erano tanti
Conosciuti
Giovani ed anziani

Le ragazze
tutte assolate
con gli occhiali scuri

Una
Stava da sola
in ultima fila
Accanto la finestra
dalle bianche
lunghe
tende inamidate

ALESSANDRA

SMILE COME JEAN SEBERG

Scivola muta
la stazione orante
Occupa il piccolo spazio
limitato
di Radiotre

Pregano sempre
indifferenti
bugiarde
le voci irose

Sparisce
il giovanile concertino
di Schumann
Inutile
ogni tentativo per salvarlo

SPOSALIZIO DEI RAGAZZI

Tutto cominciò così
Quella mattina

Prima del matrimonio
di Toni
Era tardi
la barba lunga
non fatta
da una settimana
e più

Agitato
chiesi il solito sedativo

No

Disse no

Sbattè la porta

LAGRIME SECCHE

Questo
posso regalarti

A me basta il tuo sorriso
Pulite carezze
immaginate solo

Caviglie plasmate
da Canova
Fianchi
avvolti
di tessuti giovinetti

Capelli
mai toccati
lisci
solo veduto

L ' OMBELICO PIANGE

Sarà stata pur carina
in fretta
però

Sorride troppo
ora
Scappa dal sole

Nei
graffi di gatta
confusamente sparsi
sulle braccia
sempre agitate

Parla
spiega
girata dall'altra parte

LA CHIESA DEL PAESE

In curva
un piazzaletto
qualche scalino

Solo chi sa
può vederla

Eppure stamattina
verso le sei
la porta aperta
qualche persona

Una paurosa croce
dorata
issata a mano
minacciava

Biascicavano

P A U S A V E L O C E

Abbandonata
per un attimo

Sdraiata
sullo scivolo dei bambini

Occhi chiusi
nuvole cariche
in faccia
Appare stanca
nel brevissimo attimo

Un lungo sospiro
è sfuggito
pesante
Subito nascosto

E' GIOVEDI 17 DEL MESE DI MAGGIO......

Come cupa appare
questa mattina

Buio
soltanto buio
Troppo

Nemmeno un piccione
ruota
attorno la Cupola

Chiuse le porte
la Piazza vuota
Anche il Carmine
avverte una strana solitudine
Non vedo suore in giro

LA GATTA DEL CORTILE

Scivola golosa
strofina
accarezza le caviglie nude
Lecca i suoi piedi
le divaricate dita

Non ha fame

Miagola tanto
cosa vuol dire non so

Col sole del Lido
stampato addosso
Dopo un mese

GIU' NELL'ARENA IL TROVATORE

Quel martellare le tempie
Brividi su tutto il corpo

Giacchino per le spalle
di una Badante melomane
Prestato
Non chiesto

Capiva
aveva visto
intuito

Di corsa a casa
Sotto le coperte
Battere i denti

ODORE DI PANE FRESCO

Sul Piazzale Mazzini
non succede mai nulla
di brutto

Anzi

C'è tanta gioventù che grida
desidera vivere

Esce di corsa
una ragazza
da sotto I Portici

S'inchioda la macchina
Qualcuno si gira

LAICA PURIFICAZIONE

Senza alcun giudizio
ponderato
o meno
Gli occhi si lese
nel tentativo di toccare
la felicità

Dopo una notte insonne
bruciò la vecchia
ranicchiata

Una volta
era stata
forse
una ragazza

AMORE RUBATO

D'impegno
dopo essersi per bene lavati
ognuno si asciugò

Entrava timido
un raggio di sole
consumato

Usato già da qualcuno
eppoi buttato
con indifferenza

Pomeriggio d'amore
in quella stanza d'albergo

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