COME SE FOSSE VERO

Vedi la luna?
E quella stella?
Non quella
l'altra
a sinistra
si proprio
Ecco
Se vuoi
te la regalo
Salgo di notte
sul tetto
Mentre dormirai
andrò a rubarla

Il giorno dopo
ti sveglierai con un pacchetto

GIORNATA DISPARI

Un soffio primaverile
senza sapore alcuno
ho creduto di sentire

Tra il muro
ed il mio fianco

Ho stretto la catenella
sul passaggio pedonale
A testa china la giovane suora
sempre pregando

S I L E N Z I O

Sospesa
La nota
non cade
Accanto la mimosa
un filo immaginato
la regge
Inizia
quel ricciolo
una sinfonia
senza nome
Aspetta l'archetto
spasima la corda
Piegata a sinistra
inizia la viola

IL MERCATINO DEL GIOVEDI'

OTTO BANCHERELLE
SOLO OTTO
VECCHI LIBRI
SLABBRATI
DI SCUOLA ED AVVENTUTE
MADONNE COL BAMBINO
PANORAMI CONFUSI
CIELI ROSA SFUMATI
FERRI DA STIRO
PESANTI
QUELLI A CARBONE
POSATE IN ARGENTO
LUCIDATE CON SABBIA

IL GIARDINETTO DEI GIOCHI

OSCILLA
INDIETRO
AVANTI
SOLA
L'ALTALENA

LA PICCOLA FARFALLA BIANCA
IMMOBILE
CERCA EBBREZZA
RICORDI
PROFUMO
VUOTO E' IL SEGGIOLINO
PRIMA
STRINGEVA LE CORDE
UN BAMBINO
PER NON CADERE

PIU' NULLA DI CIO'

QUANDO SI VOLSE AL MARE
SCORSE UNA BIANCA VELA
TRASPARENTE
LENTA
SENZA DRAMMA
AFFONDAVA

COME STAMPATO
IL SOLE ROSSO
SORRIDEVA
C'ERA LA TRATTA
DAVANTI AL REGINA
SI SAREBBE CONCLUSA
DENTRO LA RETE

INUTILE PENSIERO

SE E' ARRIVATA
QUESTO NON SO
PITTORI
POETI
MENDICHI
NULLA HO PERCEPITO
STREMATO
LUNGA ATTESA SULL'ARGINE
OCCHI APPICCICATI
DENTI SERRATI
STUPIDE LABBRA
SEMIAPERTE
SENZA AUTOPSIA
INDIFFERENTI NECROFORI

INTERVALLO ORE 13

PARE
QUALCOSA CI SIA
CERCO TRA I VOLTI
CAMMINANO SVELTI
CORRONO
TUTTI
DOVE NON SO
UNA INDOSSA IL BURKA
UGUALI
GLI ALTRI
NEGLI USURATI JEANS
ZAINI GONFI
SIGARETTE
CELLULARI
RAGAZZI
RAGAZZE

AMORI SMARRITI

ERA D'ESTATE
LA SERA
DOPO LE OTTO
SI FACEVA LA PASSEGGIATA
SUL LUNGOMARE
O TRA LE VIUZZE INTERNE
IN CITTA'
AVEVA
CARLA
POCO PIU' DI QUATTORDICI ANNI
PER LA SUA ETA'
ERA ALTA
LE FORME GRAZIOSE

ARAMAICO ANTICO

RABBIA
SFOGO MATTUTINO
TENDE TUTTO IL VOLTO
LA SIGNORA DEL BAR
VORREBBE RIFARE IL MONDO
TAZZINE
BICCHIERI
PANINI
CAFFE'
DI CORSA COL SORRISO STAMPATO
ARRIVANO RAGAZZI
RAGAZZINE
CACIARA ED ALLEGRIA

DOMENICA AD ARQUA'

TANTA PAURA
SILENZIOSI TREMANO
POLSI
DITA
QUESTI ANTICHI LIBRI
SEGRETI
VERSI
PULSANO PAGINE
SENTE L'ORECCHIO
PREGHIERE
SOSPIRI
DEL PETRARCA
CHIUDO GLI OCCHI
VEDO I COLLI

APPARVERO COSI'

I DISCHI DI DINO

E' questa
semplice musica
Fatta di fisarmoniche
voci emiliane
Diverte gli anziani
la domenica
Ballano sognando
Come bambini
dai passeggini
tendono mani pulite
chiedono
stretti
stretti
Sudano

CI VUOLE UNA SPINTA

Lo scorrevole cancello in ferro
è di nuovo chiuso
Poche macchine in cortile
Le ferie son finite
Non c'è tanta voglia di ridere
Mi pare
Ci guardiamo poco volentieri
non ci riconosciamo

C ' ERA LA GERMANIA

Separati
da scambievole paura
volgemmo lo sguardo
alla foce del Danubio
Il piede affondò
sassi gelati dall'acqua veloce
A sinistra
lontano
dai monti etranei
cadeva un aquilone
senza colore

SETTEMBRE CHE ARRIVA

Vuoto
come non mai
stamattina
Piazzale Mazzini
Oddio
Pare quasi sia passata
una guerra vigliacca
di nascosto
senza feriti o morti
lasciati per terra
Duole forte questa luce
ghiacciata
Blu notte siberiana

C A R O R I C C A R D O

Quando da grande
sempre con la erre moscia
un attimo
per caso
mi ricorderai
Sorridi
Come sai fare tu
Mi piacerebbe conservassi
un'immagine sfocata
come quando rimprovero Fibi
chè non ha fatto i compiti

IL GABINETTO DEL DOTT. CALLIGARIS

Lacrima rotta
cristallizzata
spezza la luce
Non vuole cadere
Rifiuta il cervello
L'immagine estranea
corrode
arriva sgusciando
coperta
da granelli di sabbia
A mani nude
stropiccio l'occhio

LE DITA AFFUMICATE DI RAVEL

Vaga nell'ombra
sbatte
ritorna
fugge
si perde nei tappeti
Sola
è la viola
Presa per mano
dal tasto nero
pigiato prima
da Maurice
E' l'Abanera
Fuori
Barcellona brucia
C'è peccato nelle chiese di Gaudy

ERA PRIMA IL PONTE DI MIRABEAU

Sembra più alto
lo scalino
Giù
scorre la Senna
porta via L'Atalante
sino ad Ancona
E' Carnevale
Grosse ruote
sotto la chiglia
corde bagnate
salate
ne fanno un carro
Tirano caramelle
risate in lingua dimenticata

P A U S A D I V I T A

Dopo aver salutato
già una volta
ritorni indietro
Ripeti Ciao
e scappi
Prima di arrivare al cancellone
ho la conferma
che quasi ti saresti fermata
Aspettavi da tanto
Ti piace ricordare
parlare dei giorni

M E M O R I E

Quasi strapperei
queste pagine
La copertina
colorata in giallo
di Albe Steiner
Scarabocchi concentrici
di quando eri bambina
Non è possibile
Da Milano a Torino
sino a San Benedetto del Tronto

A DIO SE VUOLE

Rozza
a sinistra
anzi no
a destra
La pietra enorme
senza nome
un fiore
indica
dove giace
ciò che non è più
Era un tempo
il ragazzo biondo
Si credeva bello
intelligente
Dopo il Viale dei Cipressi

UN FIORE BIANCO PER ANNA

Di prima mattina
quando ancora la città dorme
Anna posa la bici
quì nel cortile
accanto al muro
" Vado via
sono venuta per salutarti
Sabato parto "
" Anna
ma come
così
tu ? "
L'abbraccio

IRIS NEL SOGNO

Tutta contenta
pareva
Grata
ancora in piedi aspettava
Stupita
seria
piena
L'angolo della camera
con poca luce
solo il letto mostrava
tutto disfatto
Iris accarezzava la pancia
ancora bambina

COME SE FOSSE .......

Tanta grazia
lunga come il palo accanto
Marcava il tempo
Sembrava
Leggeva invece
In piedi
Coi Jeans attaccati
slacciata molto
la camicia bianca
Aveva in mano un libro
Rumori
passanti
non esistevano

PROVA SBAGLIATA

Ha insistito troppo
Non voleva vedere le pieghette
Sul collo c'erano
altrove pure
Ma come
Così?
E' quasi cattiveria
incomprensibile
Sono passati gli anni
anche per noi
E c'è chi muore
Sta steso sul letto

SALINE LONTANO

Ecco ricordo
la finestra è aperta
Oscillano luci
su e giù
Colline piccole
poco più di due
Le Saline di Senigallia
Dicevano:
una volta c'era il mare
se scavi trovi conchiglie
Aravano con le dita

ORAZIONE MATTUTINA

Pergolesi e Spontini
Mi chiamano piano
Ancora il buio
avvolge la periferia
Incerte
con fiacca
si spengono le ultime luci
Figure rapide
tagliano la strada
Sono gli esuberi
di questa società

RACCOLTA DI STORIE SBIADITE

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nome incomprensibile
cognome scomparso
Pasquato o
Pagato
firmava
E sopra metteva un timbro
garante
Statuto dei Lavoratori
espresso nel 1950
Era la sede legale in Roma
Via Paisiello

OPERA 65 PER PIANOFORTE E VIOLONCELLO

Segreto
pianissimo
attorno al Carmine
Aria sonnambolica
brucia il catrame
ancora
Sparso la notte
prima
Senza commento
strazia
lusinga
accarezza
pare mano di mamma
Io chiedo
tendo le mani

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