CIOCCOLATO DOLCETTI PROFUMI DI CAFFE'

Dopo la mostra su Picasso

Da Venezia
tornarono a Padova
in seconda classe

Tirava la fila
col suo passo elastico
giovanile
la Signora dai Capelli Turchini

Pallida e muta Madame Bovary

SMILE E' ANDATA IN FERIE

Sotto Ponte Molino
giocano
nel rivo trasparente

Fili d'erba
leggeri come capelli
si allungano al passo delle anatre
Sgrullano goccie l'ali
che pare pioggia

Il bianco cigno
regale
sembra dormire

LA PADRONA DEL KIKI BAR

Senza toccarla
ho visto le sue forme nascoste
coperte da largo sorriso

Sana ragazza
fa tremare i polsi

Confusi pensieri
proibiti desideri

Divago
temo stupirla
offenderla
Non son giochi di bimbi

IL COMPITO DI SMILE

C'è posta per me

Stanotte ero altrove
voce amica mi ha destato
Busta azzurra
indirizzo esatto

Ma io non sono quì
dovevo ritirare i libri per la Festa

Fa nulla

Leggo rapido in silenzio

A PIAZZALE MAZZINI

Sorride
conosce poesie

Dice

Agita lunghe mani
dita sottili
prive di anelli

Con voce nervosa
pronuncia parolacce
Non ama musica alcuna

Contesta sempre
ricusa
Si toglie e rimette

MERCOLEDI 8 AGOSTO

Pare luogo dimenticato da tutti

Solo vecchi
Fuori dalle righe
di Piazzale Mazzini
trascinano senza un traguardo
ciabatte di stoffa pesante
Come d'inverno

Suore affaticate
ormai senza età

STRANIERO

Profumo di fritto
tutto invade
La strana voce mi ride addosso
Non è mia inflessione
Questo dialetto
sa di straniero

Strada grigia
tutte macchine in fila
Il Palazzo imperioso
è al numero 5 di Via Beato Pellegrino

LO SGUARDO DI ROSSANA

C'era Zia Nina
c'era Zia Biri
L'altra sorella

Il sole sempre
Anni lontani

Rossana non le conobbe
Da Senigallia a Venezia
Lei da Pola
Erano giovani
accarezzarono il mondo

Lieve Rossana poggia

AL CENTRO STUDI DI VIA PELLEGRINO

Non odora

Anzi puzza
puzza solo

Pensiero leggero
fastidio
desideri sempre

Piange pudica
la pagina in terra
tra foglie ed avanzi

Due
od anche quattro
tentativi di versi

Era una poesia educata

IL BAR DI PIAZZALE MAZZINI

Desiderio incoffessato di toccarti

Bracciali
anelli e collane
Oro di Valenza
tutto addosso

Cleopatra
tra palme del Nilo ed aromi
Bevendo ai tuoi seni
in fila
aspetto il turno

Assolate

OGGI HA RIAPERTO LA WIENNESE

Notizie
notizie
Giornali e radio
gridano mogi

Edicole poche
molte case vuote
Esagerata attesa

Dopo il caffè
sollevo la cornetta

E' fatta
Per la gioia torno alla Wiennese
bevo un altro caffè

LO JONE DI PLATONE

Quarantaquattro paginette appena

Nella tasca del cappotto
Dentro una busta
invece di una lettera
c'è questo libriccino

Economicissima edizione
datata 1948
Costava allora cinquanta lire

La Signorelli di Milano

LA BARISTA IN VIA PELLEGRINO

Vestito leggero
nuovo
senza colore

Occhi celesti
rossi capelli
bocca pulita
quasi da mamma

China sul balcone
serve caffè
aperitivi
agli studenti

Sorride senza parlare

Di giorno alle due

VITA DEI POVERI

Non trova nel bosco
l'eremo nostro

Il cacciatore
spara alla luna

Ulula alle stelle
l'arrocato gufo
Sul curvo ramo
quasi spezzato

Le Campane del Carmine
immobili
lontane
ripetono il pianto

VITA DI CORTILE

Questa giornata
di certo ignorerà
le mie emozioni

Notte
sono le sei appena

Pianissimo odo
queste note
che Schumann donò

Clara
lontana
altezzosa

Improvviso
subentra un lamentoso
Grieg

FUOCHI FATUI

Scompare
appare

Indecisa
tremula
come i vetri del Carmine
rotonda

Dell'ultima candela
la fiamma
nella notturna indifferenza
si spegne

Arriva l'alba
pioggerella natalizia
giorno bagnato

ELLA

Ma che pensasse proprio a me
non credo
Anzi son certo

Quella luna lassù
fredda e lontana
senz'anima
senza lucciole

Sulla terrazza dell'ultimo piano
in Via Beato Pellegrino 5
è rimasto in terra un attrezzo

UNA CAREZZA MAGARI

Bucato tutto
il mantice della fisarmonica
per terra
Senza bretelle
note
non suona più

Nessuno ha dormito sulle panche
di Piazzale Mazzini
Solo cartoni zuppi
stanotte ha piovuto
Aria fresca-pulita

GLI SCALINI DI PIAZZALE MAZZINI

Seduto per terra quasi
Un attimo lungo è stato il pensiero

Perdere in Castiglia
la cognizione esistenziale
ritrovarla poi
davanti un libro
in versi catalani

Il fiotto di Tina Modotti
Silenziosa si accascia

CHIACCHIERE DISTRATTE

Come lama di Toledo
questa luce di sole mattutino
Non scalda

Brilla fredda
si stampa sui muri
passa sotto l'Arco
di Ponte Molino
arriva alle Piazze

E' la città
a quest'ora
diversa
da quella che vive a mezzogiorno

LE BANDIERE DEL MALDURA

Tratti di volti vissuti

Sciupate
zuppe dalla sera avanti

Avevano colori

Scordate sui pennoni del balcone

Anche le Campane del Carmine
suonano a vuoto
Sono tutti via

A Piazzale Mazzini manco una foglia

POCO PRIMA DI PONTE MOLINO

Folli dita
forti
nervose

Affogava nella bianca cera
Canova
di mattina
I suoi pensieri
alti come i monti attorno
nella piccola barchetta

Modella degli Dei
una ragazza alta
con fianchi forti

POVERI

Verso la Cupola del Carmine
il volto al cielo
sicura e serena
di corsa

Mi accennò
dei suoi giochi di bambina
in soffitta
al centro di Padova
con le bambole

Provava disagio ad invitare amiche

SENZA TIMORI

Questa forma di vita
è rimorso nascosto
in culla di bambino

Nelle vetrine di Cortina
si specchia la bella mamma

Per le vie si fa desiderare

Frattanto a Padova
il sole
illumina a metà

LA CASA DI VIA BEATO PELLEGRINO

Smagliante
forte sicura

Alessia mi fuma in faccia

Sotto i Portici mi chiama
due volte
Ha labbra senza trucco
sane e forti
Sembra carezzino i bianchi denti

Concede aria alla nervosa lingua

GIOVANNA PUNZO

A Piazzale Mazzini
prima delle sette
ho conosciuto Giovanna Punzo

Vicino l'edicola
osservava le locandine
Mi ha confidato la sua rabbia
le sue letture

Giovanna ha un gatto
che forse comprende

LUCIA VALENTINI TERRANI

Con l'altare dietro
Silenzio terribile
stavi Tu bella
immortale
eretta
azzurra
da Lotto vestita

Rapido
suono di archi
e qualche tromba
schizzò verso la Cupola Maggiore

Col fiato sospeso

PASSEGGIATA FATICOSA

Stretta e bagnata la via
Come biscia il marciapiede

Uno dopo l'altro
Indecisi i piedi
cercano

Un pò di qua
un pò di là
Mi appoggio al muro
come un bambino

Giù in fondo
la Cupola del Carmine

SEGRETO MATTINO

Col sorriso a metà
stampato su gli occhi
attraversa Piazzale Mazzini
credendo di pregare

Secca
Corre diritta fino al Carmine

A Dio sempre promette
l'anima mia

Ricorda il padre giovinetto

LE VETRINE DELLA WIENNESE

Spalancata la porta

Esce

Poggiato al palo
tremante
col cuore in gola
io

A passo di pantera si avvicina
sicura-eretta
Nerissimi-lunghi
lisci capelli

Mi stende la mano
occhi vissuti
bocca educata

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