LAGRIME SECCHE

Questo
posso regalarti

A me basta il tuo sorriso
Pulite carezze
immaginate solo

Caviglie plasmate
da Canova
Fianchi
avvolti
di tessuti giovinetti

Capelli
mai toccati
lisci
solo veduto

L ' OMBELICO PIANGE

Sarà stata pur carina
in fretta
però

Sorride troppo
ora
Scappa dal sole

Nei
graffi di gatta
confusamente sparsi
sulle braccia
sempre agitate

Parla
spiega
girata dall'altra parte

LA CHIESA DEL PAESE

In curva
un piazzaletto
qualche scalino

Solo chi sa
può vederla

Eppure stamattina
verso le sei
la porta aperta
qualche persona

Una paurosa croce
dorata
issata a mano
minacciava

Biascicavano

P A U S A V E L O C E

Abbandonata
per un attimo

Sdraiata
sullo scivolo dei bambini

Occhi chiusi
nuvole cariche
in faccia
Appare stanca
nel brevissimo attimo

Un lungo sospiro
è sfuggito
pesante
Subito nascosto

E' GIOVEDI 17 DEL MESE DI MAGGIO......

Come cupa appare
questa mattina

Buio
soltanto buio
Troppo

Nemmeno un piccione
ruota
attorno la Cupola

Chiuse le porte
la Piazza vuota
Anche il Carmine
avverte una strana solitudine
Non vedo suore in giro

LA GATTA DEL CORTILE

Scivola golosa
strofina
accarezza le caviglie nude
Lecca i suoi piedi
le divaricate dita

Non ha fame

Miagola tanto
cosa vuol dire non so

Col sole del Lido
stampato addosso
Dopo un mese

GIU' NELL'ARENA IL TROVATORE

Quel martellare le tempie
Brividi su tutto il corpo

Giacchino per le spalle
di una Badante melomane
Prestato
Non chiesto

Capiva
aveva visto
intuito

Di corsa a casa
Sotto le coperte
Battere i denti

ODORE DI PANE FRESCO

Sul Piazzale Mazzini
non succede mai nulla
di brutto

Anzi

C'è tanta gioventù che grida
desidera vivere

Esce di corsa
una ragazza
da sotto I Portici

S'inchioda la macchina
Qualcuno si gira

LAICA PURIFICAZIONE

Senza alcun giudizio
ponderato
o meno
Gli occhi si lese
nel tentativo di toccare
la felicità

Dopo una notte insonne
bruciò la vecchia
ranicchiata

Una volta
era stata
forse
una ragazza

AMORE RUBATO

D'impegno
dopo essersi per bene lavati
ognuno si asciugò

Entrava timido
un raggio di sole
consumato

Usato già da qualcuno
eppoi buttato
con indifferenza

Pomeriggio d'amore
in quella stanza d'albergo

CONVENEVOLI

Sorriso stellare
Capelli
biondi e ricci
Da metterci le mani
Volto
per un amore
intelligente

Alta
Come sono le ragazze
adesso

Aderente la giacca
neri pantaloni
Non porta tacchi

Ha un'idea

SUL MURETTO DI PESCARA

Una domenica qualsiasi

Davanti i pini
le onde dietro

Passano rare macchine
sul Lungomare

Arriverà l'estate
Io
con la testa lassù
a Senigallia

Tu
non so dove

C'erano risate
scherzi sulla sabbia

PENSIERI PAROLE

Sotto i piedi
buttati per terra

Tra la polvere che non c'è

Uno sguardo nascosto
almeno
Qualcosa di avanzato

Una nota musicale
rotta a metà

Un verso rinnegato

La luce di una stella

SA COME PRENDERMI IL BRACCIO

Capelli nerissimi
Sorride con occhi che hanno visto

Parigi sempre nel cuore

Angoli che non conosco
Il nome della scrittrice francese
le sfugge
Non ricorda
si morde le labbra
Vorrebbe dirmi

MALINCONIA PESANTE

Piccolo
non immaginato
Solo per me
e Fyby

E' un giardinetto
senza recinto

Alberi
cespugli sparsi
uno scivolo per bambini
la scala di corda
e l'altalena

Nessuno profana
questo ambito

VERRA' L'ESTATE MA NON PER ME

Apposta mischia
note e versi
francesi

Si spoglia
si sveste
tutta

L'anima
sembra un papavero
colmo di essenze

Anna è lontana
non so dove

Sento la voce
la bocca
sfiorarmi

Mi parla

OGGI PIOVERA'

Non tace

Commenta saputella

Una Sonata di Corelli

Clara Schuman scivola sui tasti
Cade

Sceglie le note
interrompe

Sensuale la sua voce
penetra in testa

Sembra sorrida
Un abbraccio

RICORDI SMEMORATI

Arriva leggero
fumo profumato

Carni e salsicce
dalle braci
sotto il pergolato

Bevono vino
fresco
di cantina
Ridono le ragazze
sciolte nei movimenti
a pancia scoperta

Qualcuno suona la chitarra

OGGI E' DOMENICA

Non è presto

Alle nove di mattina
un sole felice
illumina tutta Via Beato Pellegrino

Eppure in giro
non c'è anima viva

Bisogna andare alla Wiennese

E' sempre festa
Profumi e luci riservate

CORRIDOI DEL GERIATRICO

Risate
corrono veloci
Voci nascoste

Legati a letti di ferro
Vecchi dimenticati
coperti un poco
da sporche lenzuola

Ballano le suore
strette-strette
batton le mani

Giocano
a luci spente

TUFFO NASCOSTO

Senza schizzi

Da uno scoglio qualsiasi
dietro il Conero

Una notte improvvisa

Non sentirò freddo
paure di sorta

Quando il fiato finirà
allargherò le braccia

Ad occhi chiusi
nessun buio

ANNA MOFFO ( SOPRANO )

Bellissima
troppo per essere vera

Al centro

Intorno
riempie ovunque

Esiste

Bloccato
ogni batter di ciglia

La notte

Roma di pini profumata
allaga
discreta
idee
ambizioni
ogni religione

BOCCHE CUCITE COL FILO DI FERRO

Piuttosto che un sorriso
un'immaginato
sfiorare di labbra

Chiudi gli occhi

Preghi
con ira furiosa
un dio nascosto
a te riservato
sospeso sulla nuvola nera
gonfia di lampi
acqua sporca
pesante

ORCHESTRA DI FIATI DI CADONEGHE

Scoppia la testa
con questo sole violento
maligno
dispettoso
improvviso

Appena oltre il ponte
si allarga la strada

E' lì che trova asilo
la Banda di ragazzi e ragazze
giovanissimi
da scuola media

M A R I A N N A

Esce furtiva
piano-piano
tremante
contrita

Dopo aver tanto pregato
curva
attraversa la strada
la suora sola

Di corsa arriva Lei
Sorride
come fosse sorella del sole

Dal Carmine alla Wiennese

COSI'

E' l'ultimo foglio

Dentro il cassetto
nulla

Desideri
pensieri
oppressi
delusi

Cancellati

Addii tutti in fila
a spintoni
di corsa

La malattia nascosta
mascherata
esplode violenta

LIBRO RUBATO

Assieme leggiamo
seduti vicino

Una parola io
sussurrata

Una parola tu
pensata

Trasmesse poi
nel lungo
eterno bacio
desiderato
promesso

Mai avuto

Copertina bianca
disegnata da un bambino

SOGNI DESIDERI SOSPIRI

Dietro la duna
Sotto i tamerici
nessuno vede

Lenta
si spoglia
Scivolano
la sfiorano
veli di fiaba
Appare tutta

Vincenti
il corpo
la sua mente

La Signora dai Capelli Turchini

LO SGUARDO DI SEGOLENE

Occhi
sorriso
bocca

Gambe lunghe
scoperte ginocchia

Sale al fianco
Mitterand

Liscio
il ventre

Fascino
Sesso
colmo
di profumi segreti

Sfida gli sguardi
giù nella Piazza

Eretto

CONSIGLI DISATTESI

Alberi
ombre
rumori

Tutto avvolge
il buio della notte

Sarà primavera
tra qualche ora
Il sole scalderà
rasenti passi
Antiche mura

Sdraiati
allo sporco bar cinese
spettrali nottambuli

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