PARVENZE DI FREDDO

Dolore non proprio
Stupore
Amarezza
Una data sbagliata
La mano sinistra
appena fasciata
Sforzato il sorriso
Si vede
si sente

Novembre è finito
brutto mese
Annunci di morti
lontani-vicini
sconosciuti-rimpianti
Mi tappa la bocca
silenzio
tacere
ascoltare
La voce di Vanessa
è profonda
lunga
carnale
Roca
come il grido di Beatrice Cenci
sotto le mura del Castello
Non maledice
invoca
Conosce parole bellissime
odorate
Non so la ragione del suo dolore

La ciocca blu
cade sveltissima
continua
Mi saluta improvvisa
nervosa
Fugge col tempo
oltre le vetrine
della Viennese
portandosi via
il rimpianto di Parigi.

Padova 1 dicembre 2006