C'ERA UNA VOLTA

Dicevamo cose semplici
vere
parlando in un modo
che lingua
pareva
Non dialetto
di cafone
Ai confini dell'orto
saranno stati cento metri
c'erano due pozze rettangolari
colme di acqua piovana
piene di rane irrequiete

D'estate
sotto il fico più grande
vicino al pollaio
sia nonno che babbo
le friggevano
dopo averle spellate

Quando qualcuno di noi
ritroso
faceva smorfie
esprimeva dubbi
interveniva la mamma:
A Bologna solo i Signori
le mangiano
sono un piatto
da ricchi

Sgranocchiarle
era uno spasso
sentivamo rompersi
rumorosamente
come in un gioco
le zampette
i piccoli ossicini

Ridevamo
nel buio
Senza vederci
ci guardavamo
e ridevamo

Erano gli anni
di attesa
Vennero poi
le stagioni
per i grandi

Volò tutto
in un attimo

Rimasero
solo ricordi.

Padova 10 gennaio 2007