C ' ERA LA GERMANIA

Separati
da scambievole paura
volgemmo lo sguardo
alla foce del Danubio
Il piede affondò
sassi gelati dall'acqua veloce
A sinistra
lontano
dai monti etranei
cadeva un aquilone
senza colore

Sembrava chiamasse
una voce supplice
gonfia di pianto
Per non udire
ci voltammo altrove
Nè sangue
non dolore
ricordi sparsi
calpestati
C'era vicino l'ombrellone
teso da salsedine
come di gesso
A settembre
l'avrebbero lavato con acqua dolce
rammendato
per la futura stagione
L'anno dopo invece
nessuno di noi
sarebbe più tornato.

Vigodarzere 18 agosto 2006