LETTERA A MIA MADRE

Forse
mamma
le tue salate lacrime
secche
analfabete anche

Non son bastate il debito a pagare

Stracciona
nascosta sempre
cosa mangiavi
non so

Hai dato
dato
sempre e solo dato

Senza pregare
chiedere

Poco più di una piccola foto
resta

Ti ho cercato
nulla di te rimane
più

Fatico immaginarti
non eri tu
quel piccolo fagotto
freddo
gelato
nero
composto
per la sepoltura

Quando
a volte mi viene
il pensiero di telefonarti
mi scuoto
per l'assurdità del gesto

Desiderio tardivo
tale rimane

Quì
dove sono
guardo la ramata Cupola del Carmine
prima dell'alba
a mezzogiorno pure

Sempre mi dico
già c'era
prima che Colombo scoprisse l'America

Vado oltre
aggiungo qualche lontanissimo
consiglio tuo

Mamma

Per non dolerti
tante cose ti ho nascosto

E sono triste
sempre

Della mia vita
ho vergogna

Vergogna intima
profonda.

Padova 1 gennaio 2008